Real estate di lusso: metamorfosi in branded residence

Real estate di lusso: metamorfosi in branded residence
23 Settembre 07:00 2026

Il lusso immobiliare cambia pelle e si avvicina sempre di più al mondo dell’hospitality. Non bastano più posizione e metratura: nel segmento alto del mercato, a fare la differenza sono qualità architettonica, privacy, comfort, servizi e unicità dell’immobile.

Una tendenza che trova conferma nei dati internazionali. Secondo il Prime International Residential Index 2026 di Knight Frank, Roma ha registrato, nel 2025, un aumento del 5,5% dei valori degli immobili residenziali prime, collocandosi al 23° posto tra i 100 mercati analizzati. In Italia, fanno ancora meglio Firenze, con un +6,7%, e il Lago di Como, con un +6,5%.

La performance della Capitale si inserisce in uno scenario internazionale molto differenziato: Madrid ha chiuso il 2025 a +5%, Parigi a +1,3%, mentre Londra ha registrato una flessione del 4,7%.

Per Roma, però, il tema non riguarda soltanto i prezzi. Il patrimonio storico e architettonico, la presenza di immobili difficilmente replicabili e l’appeal internazionale della destinazione stanno sostenendo soprattutto la domanda per le proprietà di maggiore qualità.

«Nel mercato di fascia alta, la qualità dell’immobile fa sempre più la differenza», ha osservato Aldo Amati, consulente immobiliare attivo tra Lazio e Campania. «La posizione resta fondamentale, ma oggi il cliente presta grande attenzione anche alla qualità della ristrutturazione, agli spazi, alla privacy e alla possibilità di vivere l’immobile con il massimo comfort».

È su questo terreno che il real estate di lusso incontra sempre più l’hôtellerie. Gestione della proprietà, sicurezza, wellness, cura degli spazi e servizi personalizzati entrano a far parte dell’esperienza residenziale, spingendo anche la crescita delle branded residence, immobili legati a grandi marchi dell’ospitalità e del lusso.

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