Di fatto, da venerdì 1° maggio, le ritenute d’acconto sulle provvigioni arrivano anche in agenzia di viaggi. Ma in Commissione, con successivo passaggio in Aula, ci si prepara a giocare la partita degli emendamenti – in tutto sette – che potrebbero ripristinare per le sole agenzie di viaggi (e questo è l’obiettivo massimo) le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025, quando l’obbligo di ritenuta non esisteva, oppure ulteriormente prorogare, dopo questo mini-avvio, l’adempimento in questione a gennaio 2028, dando continuità alle richieste di Astoi, Fto e Fiavet dello scorso febbraio.
Al 1° maggio ci si arriva dopo l’ennesimo rinvio stabilito dal ministero dell’Economia e delle Finanze, che per consentire ai soggetti coinvolti di prendere le misure con il nuovo obbligo ha permesso di mantenere per un altro mese – l’adempimento sarebbe dovuto scattare a marzo, quanto disposto prima delle modifiche inserite in Legge di bilancio per il 2026, da subito contestata dalle associazioni di categoria.
LE CIRCOLARI E I SETTE EMENDAMENTI
In queste ore, proprio le sigle associative del travel stanno inviando circolari ad agenzie e tour operator informandoli e sensibilizzandoli a temporeggiare, e invitandoli a tenere in evidenza quanto eventualmente viene trattenuto nel versare il saldo ai fornitori di servizi. Questo perché si attendono buone notizie dagli emendamenti presentati all’articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 e all’articolo 39 del decreto legislativo n. 33 del 2025, che prevedono appunto l’applicazione di una ritenuta sulle provvigioni comunque denominate per le prestazioni anche occasionali inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari.
Già in occasione dell’incontro delle associazioni del settore con il nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, è stata fortemente ribadita la necessità di eliminare la previsione relativa alla ritenuta d’acconto sulle provvigioni. Ora i senatori Bevilacqua, Centinaio, Croatti, Durnwalder, Garavaglia, Sabina Licheri, Naturale, Orsomarso, Patton, Potenti, Spagnolli, Tajani, Tubetti e Turco, accogliendo le istanze di Federalberghi, Fto, Fiavet, hanno presentato questi sette emendamenti volti in prima battuta a ripristinare il regime previgente e pertanto a escludere dal campo di applicazione della norma le provvigioni pagate dagli alberghi alle agenzie di viaggi e turismo.
I TEMPI E LE STIME
Tali emendamenti dovrebbero essere discussi in Commissione la prossima settimana ma, anche se approvati, entreranno in vigore solo dopo la conversione in legge del decreto 27 marzo 2026, n. 38, ovvero a fine maggio.
Ricordiamo che la ritenuta di tipo ordinario si calcola al 50% dell’ammontare delle provvigioni, mentre in quella ridotta la base imponibile è al 20%. Stando alle stime calcolate su dati Istat del 2023, complessivamente parliamo di oltre 18 milioni di euro di ritenute d’acconto provenienti dalle agenzie.
Ciò che auspicano le associazioni di categoria del turismo organizzato è che in un momento di difficoltà legato al contesto internazionale il governo, il nuovo ministro e le forze politiche possano accogliere le richieste del settore per evitare di drenare liquidità alle imprese, di introdurre inutili oneri burocratici per tutta la filiera in assenza di reali benefici per le entrate dello Stato.

