Non sarà stato un colpo di fulmine, ma un gradevole primo incontro certamente sì. È quanto emerge dai commenti a caldo e dal comunicato congiunto delle sigle del turismo organizzato, reduci dal tavolo di ieri con il neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Un confronto “giudicato positivo per serietà, pragmatismo e disponibilità all’ascolto”.
Le sigle hanno ribadito quanto già espresso al predecessore Daniela Santanchè: intervenire dunque su due piani, quello emergenziale e quello strutturale, per riparare ai danni del conflitto in Medio Oriente e valorizzare nel contempo il ruolo di agenzie di viaggi e tour operator.
Tra le priorità indicate al ministro: “Aiuti economici e finanziari per le imprese, il ripristino dell’esenzione dalla ritenuta d’acconto sulle commissioni (che entrerà in vigore il 1° maggio), una tempestiva campagna di comunicazione istituzionale a sostegno del settore e una maggiore attenzione nella gestione degli avvisi sul portale della Farnesina Viaggiare Sicuri, in una fase ancora in evoluzione ma in progressivo miglioramento”.
Fronte Europa, “è stato richiamato il lavoro avviato dal ministero per rafforzare la presenza del turismo nelle misure straordinarie Ue, a partire dall’inserimento del travel nel Temporary Framework che la Commissione sta approntando per far fronte agli effetti generati dal conflitto in corso, dalla revisione del Gber (il General Block Exemption Regulation, ovvero il Regolamento generale di esenzione per categoria, ndr) e dalla creazione di un Fondo europeo dedicato al turismo per calmierare i danni derivanti dalle crisi.
Tra i dossier strutturali ancora aperti, le associazioni hanno indicato poi la necessità di mettere a terra rapidamente l’atteso “database pubblico che rilascerà il Codice identificativo alle imprese del comparto” e procedere con “sostegni ai processi di digitalizzazione, un maggiore coordinamento sul tema dei trasporti, lo sviluppo di soluzioni in materia di prodotti assicurativi che possano supportare realmente le imprese in situazioni di emergenza e una regia pubblica più forte e coerente con il peso reale del turismo organizzato”.
Forte infine l’indignazione – raccolta e rilanciata da Mazzi all’evento di Federturismo – nei confronti dei media e di “narrazioni inutilmente allarmistiche su temi delicati come carenza di jet fuel e cancellazione dei voli”. Un caos informativo a cui, va detto, hanno contribuito in queste settimane talune compagnie aeree, con comunicazioni fuorvianti su cambi di policy e di operativo talvolta pretestuosi.
«Il confronto con il ministro Mazzi è stato un primo passaggio utile, ma ora servono risposte concrete, veloci e semplici. Il turismo organizzato non può restare sospeso tra emergenze da gestire e riforme rinviate. Agenzie di viaggi e tour operator chiedono strumenti efficaci per continuare a garantire occupazione, competenze, tutela del consumatore e stabilità del mercato», dichiarano in coro le associazioni.
Al tavolo con il ministro Mazzi hanno partecipato Astoi, Aidit, Fto, Fiavet, Assoviaggi, Maavi e Aiav, affiancate per la prima volta da Confapi e Confartigianato.


