Arriva una bella grana per Ryanair dal Regno Unito. La Competition and Markets Authority (Cma) ha avviato un’indagine sulla low cost per i costi addebitati ai genitori che devono sedersi, durante il volo, accanto ai propri figli piccoli.
Secondo la Cma, la compagnia aerea richiede l’acquisto di un “posto familiare obbligatorio” per soddisfare l’obbligo previsto per legge che un genitore si sieda con bambini di età compresa tra 2 e 11 anni. Prenotare un posto (la tematica viene toccata anche dalla Riforma Ue sui diritti dei passeggeti), che è facoltativo per gli altri passeggeri, costa circa 8 sterline e la tariffa viene addebitata sia per i voli di andata che per quelli di ritorno.
L’indagine in particolare dovrà stabilire se tale obbligo è “ingiusto” ai sensi delle leggi che difendono i consumatori. La determinazione si basa su un test di equità che considera se “la formulazione inclina troppo l’equilibrio di diritti e responsabilità nel contratto a favore dell’azienda”.
L’autorità valuterà anche se la scelta obbligatoria del posto viene volutamente mascherata durante il processo di prenotazione, oscurando il prezzo totale. La Cma ha ricordato come questa pratica sia vietata in Italia ma venga “utilizzata sulla maggior parte delle rotte di Ryanair in partenza dal Regno Unito”.
La compagnia irlandese ha definito l’indagine “pretestuosa”, spiegando in una dichiarazione di “rispettare pienamente tutte le leggi e le normative applicabili”.
L’autorità di regolamentazione, avviata l’indagine, ha dichiarato che fornirà un aggiornamento entro sei mesi, specificando anche che al momento “non ha tratto alcuna conclusione sul fatto che Ryanair abbia o meno violato la legge”.

