Sardegna, Solinas ci riprova:
“Entrano solo vaccinati e negativi”

Sardegna, Solinas ci riprova: <br>“Entrano solo vaccinati e negativi”
04 Marzo 16:08 2021 Stampa questo articolo

La Sardegna è l’unica zona bianca d’Italia e vuole continuare a esserlo. Mentre il Covid-19 continua a correre e il resto d’Italia si avvicina “a passi lunghi verso la zona rossa” – così come dichiarato dall’ex capo della Protezione Civile e attuale consulente della Lombardia Guido Bertolaso –, l’isola sarda intende blindarsi e da lunedì 8 marzo potrebbe dare ufficialmente il via a un rigoroso piano di controllo e regole antivirus per l’ingresso in regione.

Dalla prossima settimana, infatti, potrebbero poter entrare in Sardegna solo vaccinati e negativi al Covid, così come annunciato dal governatore Christian Solinas. Al momento manca ancora l’ordinanza, attesa nelle prossime ore, anche se non si escludono protocolli bilaterali con i singoli gestori di porti e aeroporti e va specificato che, almeno per ora, i tamponi effettuati una volta giunti a destinazione sarebbero eseguiti su base volontaria.

A settembre scorso, infatti, proprio il Tar della Sardegna aveva accolto il ricorso del governo sull’obbligo dei test sul nuovo coronavirus in ingresso sul territorio regionale, sospendendo di fatto la legge emanata da Solinas che imponeva i tamponi ai turisti in arrivo sull’isola.

Intanto, però, Solinas è piuttosto determinato: «Da lunedì se chi arriva ha già un certificato che attesti la negatività al virus fatto nelle 48 ore prima dell’imbarco, una volta arrivato passerà da un percorso rapido e potrà uscire immediatamente dall’aeroporto. A chi non abbia avuto l’opportunità di farlo chiediamo qualche minuto del suo tempo per sottoporsi a un test rapido: se il risultato è negativo si accede tranquillamente, in caso di positività scattano i protocolli previsti e quindi dovrà andare in quarantena se è un asintomatico».

La parola d’ordine, quindi, è sempre più passaporto vaccinale: adesso che la Sardegna è zona bianca, Solinas vuole fare il possibile affinché resti tale. Soprattutto in previsione dell’estate, periodo in cui l’isola si prepara ad accogliere migliaia e migliaia di turisti.

«Vogliamo agire in questo modo per difendere la salute pubblica — ha spiegato il governatore — In questo modo non difendo solo la salute dei sardi ma delle migliaia di cittadini del mondo che vengono in Sardegna per trascorrere una vacanza e non è giusto che contraggano altro. Ad aprile scorso l’abbiamo detto e ci deridevano: essere un’isola il più delle volte è uno svantaggio. In questo caso invece potevamo andare a identificare gli accessi in porti e aeroporti perché sono un numero limitato».

Nel frattempo è necessario organizzare tutta la macchina dei controlli. Il commissario Ares-Ats, Massimo Temussi, che dovrà gestire materialmente i tamponi, sarebbe stato a Olbia per un primo sopralluogo alle infrastrutture, mentre il presidente dell’Authority dei porti dell’isola, Massimo Deiana, è pronto a collaborare con la struttura sanitaria della Regione: «Abbiamo dato da subito tutta la nostra disponibilità e sono in corso delle interlocuzioni – conferma all’Ansa – A brevissimo ci saranno sopralluoghi: noi metteremo a disposizione gli spazi e i percorsi negli scali marittimi per passeggeri di Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci e Santa Teresa di Gallura».

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Giulia Di Camillo
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