Nuovo scontro frontale tra Matteo Salvini e i sindacati. Il ministro dei Trasporti ricorre nuovamente all’arma della precettazione per lo sciopero generale del 30 ottobre, ma l’Usb sale sulle barricate e conferma la mobilitazione “contro il caro vita e per l’adeguamento degli stipendi”.
Un’agitazione che mette a rischio aerei, taxi e trasporto pubblico locale, con modalità diverse da città a città.
La motivazione del ministro
Ma perché Salvini ha innalzato ancora una volta il vessillo della precettazione? Ecco qua: «La data è troppo vicino alla commemorazione dei defunti».
Così – subito dopo la richiesta della Commissione garanzia sciopero che ha rilevato un “pregiudizio grave alla libertà di circolazione” – il ministro ha firmato l’ordinanza in cui chiede “il differimento ad altra data dello stop per i settori del trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario e marittimo, appalti ferroviari e circolazione e sicurezza stradale”.
In presenza di precettazione, lo ricordiamo, chi sciopera lo stesso rischia una multa fino a 1.000 euro.
Ma l’Usb dice no
L’Unione sindacale di base ha deciso di ignorare la precettazione, replicando: “È un ordine illegittimo al quale disobbediamo – si legge in una nota della sigla – L’atto di ordinanza ministeriale firmata da Salvini conferma la deriva autoritaria di questo governo”.
“Un’altra scelta repressiva – continua l’Usb – che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla Costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco”.
Anche perché, rimarca l’Usb, si scende in piazza ovunque: “Sarà una giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di vari Paesi tra cui Usb che ha coinvolto più di 100 scali portuali in 17 Paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra”.


