Sciopero Ryanair, travolti 600mila passeggeri

Sciopero Ryanair, travolti 600mila passeggeri
24 Giugno 13:08 2022 Stampa questo articolo

Gli scioperi del personale Ryanair nei mercati di Belgio, Francia, Italia, Spagna e Portogallo mettono a rischio i viaggi di quasi 600mila clienti nei tre giorni di mobilitazione (dal 24 al 26 giugno secondo le varie proteste indette in ogni singolo Paese). Sono quindi oltre 3mila i voli presi di mira dal maxi sciopero continentale (qui i dettagli sullo sciopero in Italia, ndr). È questo il risultato dell’analisi condotta da Mabrian Technologies, società specializzata nell’elaborazione dei dati attraverso intelligenza artificiale.

Inoltre, il Paese potenzialmente più colpito dalle mobilitazioni è la Spagna con circa 300mila posti programmati su oltre 1.500 voli nel fine settimana. L’aeroporto di Maiorca, infine, è il più interessato dal traffico della low cost. In Italia sono previsti 120.909 posti per un totale di 635 voli solo nella giornata di sabato 25 giugno: Bergamo, Bologna e Roma Fiumicino sono gli scali che prevedono maggior traffico con rispettivamente 102, 59 e 54 voli giornalieri.

«Sebbene in circostanze più normali alcuni di questi passeggeri potrebbero ancora viaggiare utilizzando mezzi alternativi o riorganizzando il loro viaggio, questa volta sembra che invece la maggior parte stiano rinunciando a un piano B a causa di altri eventi concomitanti: gli scioperi di altre compagnie (easyJet e Volotea in Italia, per esempio, ndr); i tagli operati da altri vettori in Europa, il caos in numerosi aeroporti per la carenza di personale e lo sciopero dei trasporti ferroviari nel Regno Unito – sottolinea il direttore vendite e marketing di Mabrian, Carlos Cendra – Ogni viaggio cancellato è un’occasione persa di recupero più rapido per le destinazioni europee che stanno cercando di compensare le perdite del 2020-2021, affrontando sia costi di personale più elevati sia l’inflazione galoppante».

Cendra sostiene che «ancora una volta il settore sta affrontando un cambiamento improvviso e inaspettato nel mercato, il che significa che le dmo (destination management organization) e le aziende del turismo organizzato hanno bisogno di dati e informazioni accurate per valutare i rischi e ridurne quindi il loro impatto. Negli ultimi anni il settore ha affrontato una pandemia, una guerra e ora una crisi della forza lavoro: nessuno ormai può dubitare del valore dei data globali aggiornati sulle tendenze del turismo per aiutare a prendere le giuste decisioni».

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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