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Svolta traghetti: ora il Mediterraneo è green

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Una rivoluzione silenziosa avanza sul Mediterraneo. È la transizione ecologica del trasporto marittimo italiano, che negli ultimi anni ha smesso di essere un obiettivo solo “sulla carta” e ha cominciato a tracciare scie sempre più pulite tra le acque del Mare Nostrum. L’ingresso in flotta, lo scorso dicembre, di Gnv Virgo segna una tappa cruciale di questo percorso.

La terza unità del piano di rinnovamento varato dalla compagnia del Gruppo Msc è infatti il primo traghetto italiano di lunga percorrenza alimentato a gas naturale liquefatto (Gnl), che al momento rappresenta l’opzione più pulita e a minore impatto tra i carburanti per traghetti di lungo raggio. Rispetto alle unità di vecchia generazione, Gnv Virgo riesce a tagliare le emissioni di CO₂ di circa il 50% per unità trasportabile: un risultato che cambia radicalmente i parametri del settore.

Ad aprile arriverà Gnv Aurora, gemella di Virgo per tecnologia e ambizioni ambientali, ma con un elemento inedito che non passa inosservato: sulla fiancata campeggia una foglia verde, disegnando la prima livrea nella storia della compagnia a raccontare visivamente il nuovo corso.

ROTTE A BASSO IMPATTO

Anche Aurora è alimentata a Gnl e le due navi condividono non soltanto il propulsore e la rotta, visto che entrambe vengono impiegate sulla linea Genova-Palermo, ma anche un sistema completo di tecnologie per l’efficienza energetica. A tutto ciò si aggiunge la predisposizione al cold ironing, che permette alle navi di collegarsi alla rete elettrica a terra durante la sosta in banchina, azzerando quindi le emissioni nei porti.

Viaggiano tutto l’anno sulla linea Livorno-Olbia, invece, Moby Legacy e Moby Fantasy: i due traghetti più nuovi ed eco-friendly di Moby Lines offrono una capacità di circa 3.000 passeggeri e 1.300 veicoli e sono anche tra i più grandi del mondo. Dotati di tecnologie all’avanguardia, sono entrambi Gnl-ready, ovvero compatibili con l’alimentazione tradizionale, ma predisposti anche per quella a gas naturale liquefatto, oltre che dotate di impianto per il cold ironing.

Sulle linee per la Sicilia e la Sardegna opera anche Grimaldi Lines, la cui flotta è oggi composta da 14 cruise ferry e traghetti di ultima generazione, progettati per ridurre l’impatto ambientale, favorire il processo di decarbonizzazione e tutelare l’ecosistema marino. Il Gruppo, inoltre, ha annunciato l’arrivo (tra il 2028 e il 2030) di quattro nuove unità ad alta innovazione, parte di un più ampio programma di ordini per i marchi Minoan Lines e Finnlines. Nel frattempo, per l’estate 2026, Sicilia e Sardegna guidano le prenotazioni anticipate e cresce anche l’offerta integrata nave+soggiorno di Grimaldi Lines Tour Operator, con formule flessibili che trasformano la traversata in parte integrante dell’esperienza di vacanza.

LO STRETTO DÀ LEZIONE

L’onda green del trasporto marittimo non riguarda solo le linee di lunga percorrenza, ma abbraccia anche le dinamiche compagnie che operano nei collegamenti di piccolo cabotaggio. Nel trafficato Stretto di Messina, dal 2018 Caronte & Tourist impiega Elio, prima nave traghetto ro-ro pax del Mediterraneo alimentata a Gnl con motorizzazione dual-fuel. Una scelta pionieristica, in anticipo sui tempi, che ha aperto una strada poi percorsa da altri.

Successivamente è stata affiancata dalla gemella Pietro Mondello sulla rotta Messina-Villa San Giovanni, e dalla Nerea, impiegata nei collegamenti Siremar con le isole minori, entrambe dotate di propulsione ibrida che combina diesel, Gnl e batterie di ultima generazione, consentendo così di diminuire ulteriormente consumi ed emissioni. Il Gruppo, che pubblica il bilancio di sostenibilità dal 2016, ha consolidato nel tempo un percorso certificato anche dal “Sigillo di Sostenibilità” ottenuto per tre anni consecutivi. Sulla stessa direttrice operano anche i mezzi di Bluferries, società che fa capo a Fs Italiane.

Il più recente, Athena (ibrido diesel-elettrico) utilizza le batterie nelle fasi più critiche dal punto di vista ambientale, come manovre e operazioni portuali, consentendo una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 56% e modalità “zero emission” in banchina. Inoltre, a bordo è presente anche un impianto di desalinizzazione che abbatte del 70% il consumo di acqua dolce rispetto ai sistemi tradizionali.

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