Il tesoro delle ferrovie storiche nel libro di Sara Pupillo

Il tesoro delle ferrovie storiche nel libro di Sara Pupillo
24 Febbraio 07:00 2026

Dalla celebre Transiberiana d’Italia in Abruzzo e Molise fino alla Sicilia. Arriva in libreria “111 luoghi delle ferrovie turistiche che devi proprio scoprire”, di Sara Pupillo, una guida che racconta nel dettaglio le 13 linee storiche riattivate in tutta Italia e trasformate in itinerari esperienziali capaci di intercettare un turismo autentico e destagionalizzato.

Un volume dedicato al turismo lento a bordo di treni storici riadattati che viaggiano su vecchie linee in disuso riportate a nuova vita, un modo di scoprire il territorio che non è non solo nostalgia ferroviaria, ma leva concreta di sviluppo per le aree interne alla scoperta dei territori in viaggio.

Linee che – nate per collegare aree marginali con percorsi tortuosi e pendenze ardite – diventano oggi valore aggiunto proprio grazie alla lentezza. Viadotti, gallerie e paesaggi attraversati a 30 chilometri orari trasformano il viaggio in un’esperienza immersiva.

Libro Pupillo

«Questo libro nasce per raccontare quali spunti si possono cogliere da queste 13 linee ferroviarie storiche chiuse al traffico ordinario e oggi riattivate per finalità turistiche – ha detto l’autrice – Sono itinerari che permettono di conoscere un’Italia autentica, meno affollata rispetto ai circuiti canonici. La collana 111 si presta perfettamente a questo spirito: suggerire viaggi alternativi, guardare oltre le mete più battute – Roma, Firenze, Milano, Venezia, Palermo – e scoprire cosa offre davvero il territorio italiano, nei suoi dettagli più sorprendenti».

A partecipare alla presentazione del volume, a Milano, presso la Feltrinelli di Corso Genova, Luigi Cantamessa, direttore generale Fondazione Fs Italiane e amministratore delegato Fs Treni Turistici Italiani e ideatore del progetto, nato nel 2013, che, dopo decenni di chiusure – fondamentale il decreto Signorile del 1985 che tagliò migliaia di chilometri di linee – ha riportato in vita 13 tratte, alcune tornate anche al servizio ordinario.

IL TRENO MOTORE DI SVILUPPO PER L’ITALIA NASCOSTA

Sottolinea Cantamessa: «Fin dai primi tentativi di recupero abbiamo percepito un attaccamento fortissimo delle comunità locali. In molti paesi nessuno aveva dimenticato l’ultimo passaggio del treno: era identità, memoria, vita quotidiana. Quando abbiamo iniziato a riattivare le prime 13 linee – dall’Abruzzo alla Lombardia, dalla Campania alla Puglia fino alla Sicilia – è stato un lavoro complesso, ma il successo ha dimostrato che c’era una domanda reale».

Ma il tema è anche economico. «Un euro speso per un biglietto di un treno storico genera tre euro di indotto sul territorio – specifica l’ad – Quando il treno arriva, lavorano ristoranti, botteghe, strutture ricettive. È economia reale per borghi che altrimenti rischiano lo spopolamento».

«In ogni piccola area d’Italia c’è tutto: arte, architettura, cultura, musica, enogastronomia – ha aggiunto Pupillo – Dal pane di Altamura agli artigiani del ferro battuto, fino ai paesaggi appenninici e ai laghi lombardi».

Nel libro c’è un messaggio molto chiaro: in un’Italia che combatte l’overtourism nelle grandi città, le ferrovie turistiche possono rappresentare una risposta strategica per distribuire i flussi e generare valore diffuso.

L'Autore

Elisabetta Pina
Elisabetta Pina

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