Trimestrale sopra le attese, outlook debole e una speranza: che i passeggeri premium facciano aumentare i profitti annuali. Vale per gran parte delle compagnie aeree e vale soprattutto per Delta Air Lines, la prima compagnia aerea statunitense a pubblicare i dati dello scorso trimestre e la guidance per il 2026.
Delta ha registrato un utile per azione rettificato di 1,55 dollari (-16%) su un fatturato di 14,61 miliardi di dollari (+1,2%), nel quarto trimestre. Secondo i dati di FactSet, gli analisti si aspettavano un utile di 1,53 dollari per azione su un fatturato di 14,7 miliardi. Risultati che hanno fatto perdere al titolo a Wall Street, ieri, il 2,4%.
L’ANNO CHE VERRÀ
Le previsioni di Delta per l’intero anno 2026 sono risultate inferiori al consensus. La compagnia aerea ha pubblicato una previsione di utile per azione (Eps) compreso tra 6,50 e 7,50 dollari, rispetto ai 7,28 dollari previsto dagli analisti.
L’amministratore delegato, Ed Bastian, ha affermato che «il 2026 è iniziato bene, con una crescita del fatturato in accelerazione grazie alla domanda consumer e corporate. Per l’intero anno, prevediamo un’espansione dei margini e una crescita degli utili del 20% su base annua».
Tom Fitzgerald, analista di Td Cowen, ha affermato – come riporta l’agenzia Dow Jones – che il tono del comunicato di Delta «suggerisce un atteggiamento conservativo, piuttosto che preoccupante», per quanto riguarda la guidance.
Il settore ha attraversato un anno turbolento nel 2025, ma alla fine si è dimostrato resiliente, riprendendosi da una serie di ostacoli, tra cui i colpi alla domanda e al sentiment causati dalla politica commerciale del presidente Donald Trump e dallo shutdown governativo di 43 giorni.
Quest’ultimo ha causato un calo di due punti percentuali della crescita dei ricavi nel quarto trimestre, che probabilmente ha spiegato i dati più bassi delle aspettative, per Delta. Durante lo shutdown, la Federal Aviation Administration ha costretto le compagnie aeree a ridurre il numero di voli in circa 40 aeroporti statunitensi, all’inizio di novembre.
Quest’anno sembra comunque destinato a buoni risultati. Delta ha previsto un utile per azione (Eps) compreso tra 50 e 90 centesimi per il primo trimestre, più o meno in linea con le aspettative degli analisti di 72 centesimi.
SALVEZZA PREMIUM
La più grande compagnia aerea statunitense per capitalizzazione di mercato intende aumentare la sua selezione di posti in prima classe e in Delta One, la sua cabina business sui voli internazionali con poltrone completamente reclinabili.
«Nel prossimo anno, di fatto, nessuna delle nostre crescite in termini di posti riguarderà la cabina principale», ha affermato Bastian. «Praticamente tutta la crescita riguarderà il settore premium».
Bastian ha affermato che si prevede che il 60% o più dei ricavi di quest’anno proverrà da clienti di lusso e aziendali. Mentre i consumatori meno abbienti sono in difficoltà, i clienti con redditi più elevati continuano a dare priorità alle spese di viaggio.
I viaggi d’affari, nel frattempo, stanno mostrando segni di miglioramento rispetto allo scorso anno, hanno affermato i dirigenti. «Il contesto aziendale è ottimista riguardo ai piani di viaggio per il futuro», ha affermato Joe Esposito, nominato il mese scorso chief commercial officer, durante una call con gli analisti.
Per l’intero anno, Delta prevede un aumento degli utili per azione del 20%, grazie all’offerta di posti a sedere più costosi. La compagnia ha previsto un aumento del fatturato dal 5% al 7% nel primo trimestre. Delta ha inoltre annunciato di aver ordinato 30 Boeing 787 Dreamliner, con un’opzione per l’acquisto di altri 30. La consegna iniziale è prevista per il 2031.
Gli aerei saranno dotati di ampie cabine premium e opereranno su rotte transatlantiche e sudamericane ad alta richiesta, ha fatto sapere Delta. In passato, la compagnia si è affidata ad Airbus per i suoi aerei wide-body, ma Bastian ha affermato che le dimensioni di Delta rendono poco pratico l’approvvigionamento da un unico produttore.
OTTIMISMO PER IL 2026
Gli analisti prevedono che il settore aereo registrerà un anno migliore, poiché la domanda di viaggi rimane sostanzialmente resiliente, nonostante i segnali di turbolenza in altri settori dell’economia. Si prevede che le compagnie aeree più grandi otterranno risultati migliori rispetto alle compagnie low-cost, che sono state danneggiate dall’intensa concorrenza e dalle difficoltà dei consumatori con meno disponibilità economiche.
Si spera poi che la Coppa del Mondo di calcio maschile, ospitata in gran parte negli Stati Uniti, quest’anno, possa risolvere la situazione di “blocco” dei viaggi in entrata che ha rappresentato un punto dolente per le compagnie aeree nazionali nell’ultimo anno, ha affermato Bastian nella call con i giornalisti. «Ci saranno centinaia di migliaia di visitatori internazionali, molti dei quali potrebbero arrivare negli Stati Uniti per la prima volta», ha affermato il ceo. Il rallentamento dei viaggi verso gli Stati Uniti è stato attribuito dagli analisti alle politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump, alle controversie commerciali e alla retorica politica divisiva, oltre a un dollaro relativamente forte che ha reso il turismo negli Stati Uniti più costoso.

