Wedding tourism, Convention Bureau: “1,5 miliardi di fatturato in Italia”

Wedding tourism, Convention Bureau: “1,5 miliardi di fatturato in Italia”
20 Febbraio 11:38 2026

«Il 2025 passerà alla storia come la “pietra miliare” del Wedding tourism in Italia». Così il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, sintetizza la fotografia dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy, presentata al The St. Regis di Roma da Convention Bureau Italia in occasione dell’apertura dell’evento promozionale Italy for Weddings, fino al 18 febbraio a Firenze. I dati disegnano un comparto che non solo è in salute, ma che sta attuando una vera rivoluzione geografica e stagionale.

Il fatturato complessivo del settore ha raggiunto quota 1,5 miliardi di euro. «Cresce il Sud e crescono le località meno note, esattamente come negli intenti del ministero», ha dichiarato Carlotta Ferrari, sottolineando come il matrimonio straniero stia diventando il miglior veicolo di promozione per l’Italia nascosta.

I dati tecnici illustrati dal direttore di Convention Bureau Italia, Tobia Salvadori, confermano il trend: nel 2025 sono stati celebrati 16.700 matrimoni di coppie straniere (+9,8% sul 2024), generando 1,1 milioni di arrivi e 3 milioni di pernottamenti. «Il budget medio è salito a 67.000 euro – spiega Salvadori – e per il 2026 prevediamo un’ulteriore crescita del 5%, con circa 1.000 cerimonie in più».

Il mercato è trainato dagli Usa, e il 48,1% della domanda totale proviene ormai da mercati extra-europei. Le coppie non cercano più lo sfarzo fine a sé stesso, ma l’unicità: l’asset vincente è il mix tra enogastronomia e storia dell’arte.

Non a caso, il 65,7% delle coppie sceglie ville, castelli e borghi. In forte mutamento anche la tipologia di rito: le cerimonie simboliche (rinnovo delle promesse e fidanzamenti) dominano la scena rappresentando il 65,4% dei casi, contro il 21,9% dei riti civili. Un ruolo fondamentale è giocato dai wedding planner, a cui si affida il 46,8% delle coppie per garantire l’autenticità dell’esperienza sul territorio.

Santanchè ha ribadito il sostegno al settore: «Questi dati ci confermano una leadership mondiale. Oltre a Usa, Uk e Germania, crescono mercati emergenti come India e Paesi Arabi. Dobbiamo ampliare queste quote per valorizzare territori dove ogni pietra ha una storia da raccontare».

A Roma, che ha ospitato 750 matrimoni internazionali nel 2025, l’assessore al turismo Alessandro Onorato rivendica il successo della strategia dei grandi eventi: «Se battiamo record storici è perché abbiamo puntato sugli eventi. Ma per crescere ancora serve un passo in più: chiediamo ai ministeri del Turismo e della Cultura di sbloccare più “case comunali” in luoghi iconici e attrattivi. Avere siti storici accessibili per i riti civili è una leva fondamentale per la competitività di Roma e dell’Italia».

Un sorprendente primato spetta al Sud in questo comparto: se Toscana, Lombardia e Campania restano le destinazioni più richieste, la macro-area “Sud e Isole” è quella che ispira maggiormente i desideri degli stranieri (30,4%). Per il 2026, le rotte calde saranno Sicilia, Toscana e Piemonte, con Roma pronta al primato tra le grandi città italiane.

L'Autore

Letizia Strambi
Letizia Strambi

Guarda altri articoli