Undertourism, il mondo delle crociere sa (e fa)

Undertourism, il mondo delle crociere sa (e fa)
28 Gennaio 07:00 2026

Il 23 e 24 gennaio si è tenuto a Milano il Forum Internazionale del Turismo e mi è saltato all’occhio il filo conduttore che è stato scelto per questo appuntamento: l’undertourism.

Un termine che non è semplicemente l’opposto dell’overtourism, di cui si è discusso moltissimo in questi ultimi anni, ma che rappresenta una nuova visione culturale e strategica: redistribuire i viaggiatori nello spazio e nel tempo, favorendo mete meno battute e stagioni considerate “secondarie”. Una visione che guarda alla sostenibilità non come rinuncia, ma come opportunità di crescita più equilibrata per territori e comunità locali.

In questo scenario, il Mediterraneo d’inverno, da sempre promosso e sostenuto dalle crociere, sta assumendo un ruolo turistico sempre più rilevante. Le navi da crociera, infatti, nonostante vengano erroneamente associate all’alta stagione e a destinazioni turistiche rinomate, operano per 12 mesi all’anno e le compagnie stanno rafforzando – gradualmente e inesorabilmente – la propria offerta lasciando sempre più unità nel Mare Nostrum anche d’inverno anziché spostarle tutte nei mari più caldi, puntando su viaggi fuori stagione e su porti inediti, lontani dalle rotte congestionate dell’estate. E gli ospiti hanno ormai scoperto che navigare nel Mediterraneo d’inverno significa scoprire città e borghi con ritmi più lenti, lontani dalla pressione turistica, in un clima più mite e vivibile rispetto alle temperature sempre più calde degli ultimi anni.

Il viaggio invernale consente una relazione diversa con i territori, che tornano a essere abitati prima che visitati: mercati, botteghe, musei e centri storici si rivelano nella loro autenticità e quotidianità, offrendo al viaggiatore un’esperienza più autentica e profonda. Le escursioni a terra diventano occasioni di incontro, non semplici tappe da collezionare, e i porti minori possono finalmente valorizzare il proprio patrimonio culturale ed enogastronomico.

Dal punto di vista economico, la destagionalizzazione rappresenta una leva fondamentale. Portare flussi turistici nei mesi invernali significa garantire continuità occupazionale, sostenere le filiere locali e ridurre la dipendenza dai picchi dell’alta stagione. Le crociere, grazie alla programmazione anticipata, alla capacità organizzativa e alla prevedibilità dei flussi, possono diventare uno strumento efficace per accompagnare e guidare questa transizione, a patto che le amministrazioni e gli operatori locali siano in grado di cogliere al meglio questa opportunità.

Viaggiare d’inverno non è più solo una scelta alternativa, ma una risposta concreta alla ricerca di un’esperienza piena e autentica di vacanza, oltre che una forma di adattamento a nuove condizioni ambientali.

Il Forum Internazionale del Turismo di Milano si è inserito, dunque, come spazio di riflessione e di proposta. Parlare di undertourism significa interrogarsi su modelli di sviluppo, politiche di promozione e responsabilità condivise tra istituzioni, operatori e viaggiatori. I numeri che generano le crociere con i viaggi nel Mediterraneo d’inverno dimostrano già da tempo che un altro turismo è possibile: meno concentrato, più diffuso, capace di generare valore senza consumare i luoghi.

La sfida per gli operatori turistici e gli agenti di viaggi è capire che la vacanza non è semplicemente spostarsi da un punto all’altro della mappa. Bisogna ridisegnare il senso stesso del viaggio, proponendo ai propri clienti anche mete meno note del Mar Mediterraneo, in mesi con una minor concentrazione turistica e, perché no, a prezzi più convenienti.

L'Autore

Luca Valentini
Luca Valentini

Direttore commerciale di Msc Crociere. Cresciuto in una famiglia profondamente legata al mare, è entrato nel settore delle crociere circa 25 anni fa dopo aver conseguito la laurea in Economia Marittima e dei Trasporti.

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