Santanchè chiama Ue:
«Un fondo per il turismo»

Santanchè chiama Ue: <br>«Un fondo per il turismo»
20 Marzo 10:40 2026

Italia chiama Europa. Si è già messa in moto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, per tamponare gli effetti sul travel delle crisi geopolitiche, in particolare quella in Medio Oriente. In risposta al pressing delle associazioni di categoria, ieri convocate in via di Villa Ada, parte dal Mitur una richiesta indirizzata a Bruxelles di un fondo emergenziale per il settore.

In un’intervista a La Stampa, la ministra esplicita la necessità di un plafond ad hoc: «Ho incontrato tour operator e agenzie di viaggi che sono l’anello più fragile della catena. Ma non dobbiamo avere paura – dichiara – Nel turismo, il percepito è fondamentale. Nessuno può prevedere cosa farà Trump, ma questa è un’industria resiliente. In pieno Covid temevamo che i danni si prolungassero nel tempo, invece, siamo sempre sopra i numeri del 2019. L’Europa, però, non può restare immobile».

A detta di Santanchè, «l’impatto della guerra sul turismo non è solo un problema italiano. Riguarda la Grecia, Malta, Cipro, la Spagna, la Francia. Nell’Ue il turismo vale circa il 10% del Pil e impiega milioni di persone, eppure non ha un budget dedicato. Con quello – spiega – si potrebbe creare un fondo d’emergenza a disposizione di tutti. Proprio per reagire alle crisi impreviste».

E alla domanda sul perché una misura del genere non sia stata finora introdotta, la ministra risponde: «Perché forse qualcuno non lo riteneva utile, ma oggi l’Italia è capofila in questa battaglia europea. La prossima settimana avremo una riunione tecnica a Bruxelles: conto sul sostegno di diverse Nazioni. D’altra parte, se l’Europa vuole avere un peso deve avere visione chiara: non deve chiudere, ma aprire. E il turismo è cruciale».

Ma la logica emergenziale non basta: «L’industria turistica ha bisogno di interventi strutturali: sono quelli che garantiscono la maggior resilienza». Fronte italiano, Santanchè snocciola una serie di mosse già compiute: «Abbiamo investito sulle aree di sosta per i camper, sui cammini, sulle piste ciclabili». E in relazione alla crisi mediorientale menziona «il taglio delle accise sui carburanti che potrebbe mitigare il caro biglietti aerei» e riapre a «strumenti come i voucher per sostenere le imprese turistiche ed evitare effetti negativi sui flussi».

Ma gli interventi cosiddetti “strutturali” dovranno supportare anche le imprese impegnate nell’outgoing. E la ministra lo sa bene. Il prossimo tavolo con le associazioni di categoria sarà convocato entro due settimane. Per quel giorno sarà più chiaro quali misure metterà davvero in campo il Mitur a sostegno dell’intera filiera.

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