Malgrado il conflitto in Medio Oriente e le incertezze legate ai collegamenti aerei, su cui pesano non solo i rincari, ma anche scenari più gravosi – con un’ipotetica razionalizzazione del fuel e la conseguente “messa a terra” di una parte dei velivoli – la voglia di partire degli sposi resta alta, al netto di qualche timore legato alle evoluzioni nel Golfo e in particolare al prezioso Stretto di Hormuz.
LOTTA ALLA DISINFORMAZIONE
Il primo ostacolo da affrontare per gli agenti di viaggi è una certa disinformazione. «C’è chi entra in agenzia nel panico, dicendoci “ho letto che in aeroporto potrebbero chiederci di pagare una tassa aggiuntiva per il carburante”», racconta Tatiana Rigon, titolare dell’adv La Gente dei Viaggi di Vicenza. «In questo momento – afferma – il nostro compito numero uno è rassicurare i clienti, prima ancora di parlare di preventivo e di destinazioni. Chiedono dettagli su assicurazioni, policy annullamento, caro fuel. Esigono giustamente risposte precise e immediate perché, nonostante tutto, vogliono viaggiare. Per questo motivo, è essenziale trasferire loro informazioni veritiere sulla situazione reale e soprattutto su tutte le soluzioni che solo un’agente è in grado di mettere in campo in caso di problemi», sottolinea la consulente esperta di viaggi di nozze.
Solleva la medesima problematica Gloria De Liso della A/R Travel di Acerra, in provincia di Napoli: «Noi investiamo tanto tempo per chiarire bene il tema carburante e i clienti alla fine sembrano convinti, ma poi una volta fuori dall’agenzia, si lasciano influenzare dalle notizie catastrofiche che sentono ogni giorno in tv e li perdiamo», ammette con rammarico.
Meno “volatili”, invece, gli honeymooner con budget importanti, che però pretendono il massimo dall’agenzia: «Le coppie che hanno 10.000 euro e oltre da spendere chiedono il massimo del comfort e dell’affidabilità da parte della compagnia aerea. Anche in caso di problemi, vogliono essere sicuri di poter partire. Per questo sono disposti a investire molto sul biglietto», racconta Ornella Agnolon della veneta Portotravel di San Donà di Piave.
ROMPERE GLI SCHEMI
Una volta “indottrinati”, gli sposini, che già sanno di dover rinunciare alle compagnie del Golfo, devono essere guidati nella scelta di altre soluzioni per raggiungere le classiche destinazioni nozze, come Giappone, Thailandia, Maldive, prospettando loro la possibilità di costruire magari anche un viaggio nuovo, rispetto a ciò che avevano immaginato.
Tatiana Rigon è un’ottimista: «Quello che può sembrare un limite, ovvero la rinuncia a servirsi di compagnie blasonate e sicure come Emirates o Qatar, io lo sto trasformando in un’opportunità proponendo alternative come Turkish con sosta a Istanbul, per le Maldive. Alle coppie più avventurose propongo anche itinerari inconsueti in Uzbekistan e Kirghizistan, ad esempio, volando con vettori cinesi».
Punta sui vettori del gigante asiatico anche Laura Golini, titolare della torinese Via Trinchese Viaggi: «Dobbiamo essere pronti a proporre scali meno consueti e destinazioni più insolite, come Cina e Corea del Sud, a coppie che magari hanno già viaggiato molto e apprezzano esperienze diverse, anche per distinguersi dagli amici e raccontare al rientro una luna di miele fuori dagli schemi».
ALTERNATIVE NO RISK
Chi non vuole correre rischi si muove verso Ovest. Tra le destinazioni sempre in trend, gli Stati Uniti. Nonostante l’effetto Trump e le file lunghissime agli aeroporti in entrata, gli Usa restano la prima scelta di molti sposi che, quando la stagione lo consente, si allungano ai Caraibi, dove prediligono soluzioni all inclusive, care al mercato italiano, come quelle proposte da Viva Miches by Wyndham.
Gradita new entry è il Brasile: «È tornato di moda, erano anni che non me lo chiedevano», esclama Rigon, che aggiunge: «Vanno bene anche le Hawaii, finite dopo il Covid un po’ nel dimenticatoio».
Poi c’è la presenza ormai fissa dell’Africa che richiama sia chi sceglie la luna di miele “sole e mare” spingendosi fino alla piccola e deliziosa Bawe Island, di fronte a Zanzibar, che ospita uno dei prodotti di punta a 5 stelle by Azemar, sia chi preferisce un’immersione nella natura visitando i parchi più belli del Sudafrica, destinazione in crescita insieme alla Namibia.
Verso il continente africano si vola bene senza per forza passare dal Golfo, con Ethiopian Airlines ad esempio. «Una compagnia per cui ritornano feedback positivi dai clienti honeymooner, e non solo, che l’hanno impiegata», fa sapere Trinchese.


