Yes, I do, come si suol dire. Non si arresta, e anzi cresce, il grande business dei matrimoni degli stranieri in Italia: un fenomeno che anno dopo anno premia sempre di più il Belpaese. Secondo i dati dell’ultimo osservatorio Destination Wedding in Italy, realizzato dal Convention Bureau per il 2025, il giro d’affari intorno al settore si attesta su 1,1 miliardi di euro, con ben 16.700 unioni di coppie provenienti dall’estero sancite – in svariate formule e modalità – nei confini italiani.
TOSCANA IN PRIMA FILA
Tra le regioni più amate dai futuri sposi, c’è la Toscana dove i matrimoni hanno portato circa 178.000 presenze, tra sposi e invitati: tantissimi sono gli americani, seguiti da inglesi e tedeschi, tutti insieme hanno lasciato nella regione 213,7 milioni di euro, (+14,1%).
Ma l’aspetto forse più rilevante è quello della destagionalizzazione: nonostante l’aumento delle presenze, il territorio ha registrato un leggero calo nei mesi più congestionati tra giugno e settembre (-4%), mentre sono aumentate le celebrazioni nel primo trimestre (+1,6%) e nell’ultimo trimestre (+2%), con una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici e permanenze più lunghe.
Destagionalizzazione va a braccetto con delocalizzazione. I futuri sposi non si sono fermati solo a Firenze ma, complice anche la narrazione cinematografica, hanno scelto località come la Val d’Orcia, le Colline Senesi, la Val di Cecina, la Valdera, l’Isola d’Elba e i territori del Chianti e della Val d’Elsa Empolese, location più intime e meno abusate della città capoluogo di regione.
A farla da padroni, per più del 65% degli eventi, sono stati borghi, castelli, ville e residenze storiche, rafforzando il ruolo del territorio diffuso e delle aree fuori dalle città d’arte come elemento distintivo dell’offerta toscana.
Ottime le previsioni anche per il 2026: si stima un incremento del +5,3%, con un aumento in particolare dei piccoli eventi e degli “elopement”, vere fughe d’amore più intime, con un numero di invitati molto ridotto, ma con budget importanti.
Per supportare il fenomeno e spingere verso un turismo sempre più fuori dai classici periodi, la regione ha messo in campo diverse iniziative dedicate al wedding tourism. Tra queste, “The Art of Winter”, il progetto promosso da Fondazione Destination Florence che valorizza Firenze e la Toscana come meta romantica ed elegante anche nei mesi invernali, al di fuori della stagione tradizionale, quando gli sposi possono vivere anche una città caotica come Firenze in un’atmosfera più intima e raffinata.
ll wedding tourism rientra anche tra le priorità del decalogo 2026 dell’assessorato al Turismo del Comune di Firenze che individua 10 linee strategiche per lo sviluppo del settore. L’inserimento del segmento wedding all’interno del catalogo ne enfatizza il ruolo chiave in turismo di qualità, anche per la promozione di destinazioni meno battute come le aree rurali.
LA SICILIA SCALA LA CLASSIFICA
Nuova arrivata nella “top five wedding destination” è la Sicilia, che si posiziona accanto a Toscana, Lombardia, Piemonte e Campania. A scegliere le bellezze dell’isola tanti americani e inglesi che si innamorano di borghi medievali, ville in campagna e residenze storiche.
Le città più gettonate: Taormina, Cefalù e i piccoli centri dell’Etna e delle Madonie. Buona la spesa media per evento nell’isola, in linea con la media nazionale di 67.000 euro, su cui incide una forte componente luxury e servizi su misura.
Anche per la regione la wedding economy non è un fenomeno di nicchia, ma un ottimo volano per promuovere le cosiddette stagioni spalla, per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico di tutta l’isola, per sostenere le imprese locali e rafforzare il turismo esperienziale.
Un settore da spingere con iniziative specifiche, come lo è quella che vede il recente bando pubblicato dalla regione “Sicilia che Piace 2026” che finanzia con contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro (su un totale di 1,8 milioni di euro) progetti di promozione, marketing ed eventi, inclusi quelli legati al wedding tourism di alta fascia.
Un investimento per comunicare il territorio che genera un effetto diretto sul “business matrimoni” nell’isola: più visibilità significa un maggiore interesse da parte di coppie straniere, un incremento degli eventi di fascia alta, crescita dell’indotto per location e per tutta la filiera siciliana.
PUGLIA, NON SOLO HOLLYWOOD
Infine, tra le migliori performance 2025, c’è quella della Puglia, cresciuta molto come destinazione-sposi. La regione, fino a qualche anno, era nota per i matrimoni delle star internazionali: vedi le nozze hollywoodiane di Justin Timberlake e Jessica Biel a Borgo Egnazia, primo di una lunga serie, o quello dei super mega ricchi sposi indiani che bloccarono Fasano e dintorni per giorni, facendo arrivare persino degli elefanti per la cerimonia.
Ora, invece, complice la crescita dei turisti Usa, a scegliere masserie e trulli, sono anche tante coppie meno glamour e con budget più contenuti.
Però, se è vero che i matrimoni Vip hanno contribuito a sdoganare la Puglia come wedding destination, a premiarla sono state anche le tante campagne di marketing e gli aiuti della regione con Pugliapromozione che ha creduto fin dall’inizio nel fenomeno.
L’ultima iniziativa approvata dal Consiglio regionale mette a disposizione 4,25 milioni di euro per la produzione di grandi eventi nel territorio dall’elevata capacità attrattiva, e i matrimoni con le loro cerimonie, spesso sopra le righe, certamente rientrano tra questi.
E in un mondo dove ogni evento diventa instagrammabile le nozze pugliesi in un nano secondo fanno il giro del mondo.


