Ees, l’Ue prende tempo: lancio definitivo nel 2027

Ees, l’Ue prende tempo: lancio definitivo nel 2027
11 Giugno 11:52 2026

Un posticipo di sei mesi per la messa a punto definitiva dell’Ees, due anni di tempo per stabilizzarlo. Operativo dallo scorso 10 aprile, ma già introdotto a ottobre 2025, l’Entry/Exit System – il nuovo sistema europeo di controllo degli ingressi e delle uscite – ha già provocato più di un problema, tra guasti tecnici e lunghe ore di attesa. E l’Ue corre ai ripari, rinviando il lancio definitivo da novembre 2026 a marzo 2027.

Il sistema di tracciamento biometrico alle frontiere – che interesserà oltre 1,2 milioni di attraversamenti giornalieri alle frontiere extra Schengen – richiede ora impronte digitali e scansioni facciali per i viaggiatori e il rinvio concede agli aeroporti più tempo per installare l’hardware necessario.

Non a caso gli scali di Parigi, Francoforte e Amsterdam hanno chiesto più tempo per l’installazione dei nuovi chioschi e nel frattempo proseguiranno i processi manuali di timbratura.

Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, è stata esplicita: “Per la stabilizzazione dell’Ees ci vorranno due anni”.

IL CAMMINO DELL’EES

L’Ees era stato previsto dalla revisione del Codice frontiere Schengen nel 2017: sostituisce i timbri manuali dei passaporti e registra i dati dei cittadini di Paesi terzi che entrano nell’area Schengen per soggiorni fino a 90 giorni.

Gli Stati membri hanno già investito 480 milioni di euro in infrastrutture. La piena interoperabilità con il futuro sistema di autorizzazione Etias – la nuova autorizzazione di viaggio elettronica, simile all’Esta statunitense, obbligatoria dal 2027 e richiesta ai cittadini di Paesi terzi esenti dall’obbligo di visto che viaggiano in Europa – resta fissata al 2028. Il costo previsto di Etias è di 7 euro e la validità sarà di tre anni.

LA PREVISIONE DI FRONTEX

D’altronde che serva tempo lo ha ribadito Uku Särekanno, vicedirettore esecutivo di Frontex, il 9 giugno al summit Abta di Londra: «Ci aspettiamo che la situazione si stabilizzi in 1 o 2 anni».

Un controllo passaporti standard – segnala il portale Falcovbs – “richiede 20 o 25 secondi, con l’Ees si sale a circa 90“. «Ci sono Stati che lo gestiscono piuttosto bene – nota Särekanno – altri che stanno ancora faticando». Spagna, Portogallo, Francia e Italia sono in cima alla lista dei Paesi più in difficoltà. In aprile oltre 100 passeggeri easyJet hanno perso un volo da Linate a Manchester per i ritardi ai controlli.

C’è poi un’anomalia che Frontex rileva ad alcuni viaggiatori le impronte sono state richieste anche dopo il primo ingresso, cosa che le regole Ees non prevedono. Indizio probabile di una formazione disomogenea del personale di frontiera, più che di un difetto del sistema.

E le previsioni per l’estate di Iata – la prima stagione di picco con Ees – non sono confortanti: senza interventi su organici e guasti tecnici, sono previste code fino a 6 ore negli scali dove la situazione è più critica.

L’associazione delle compagnie aeree allora ha chiesto di mantenere le clausole di sospensione anche oltre settembre, ma Frontex ha sbarrato le porte: a settembre scade l’opzione di derogare alla raccolta biometrica e non ci sarà un ulteriore allentamento delle regole.

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