Clamoroso e improvviso crac di Bec Italia, che organizza viaggi di studio all’estero, e partenze congelate. Nei giorni scorsi alcune famiglie che avevano prenotato per i propri ragazzi soggiorni d’istruzione tra Usa, Canada, Australia e Asia hanno ricevuto una mail dall’azienda, nella quale si comunicava l’interruzione dell’attività operativa per un “grave deterioramento della propria situazione finanziaria”, precisando di non essere in grado di confermare la regolare esecuzione dei servizi previsti.
Bec Italia opera da anni in Italia ed è membro del Csiet, Council on Standards for International Educational Travel.
La vicenda, riportata nel dettaglio dall’agenzia Ansa, è stata ricostruita con la testimonianza della famiglia di una liceale torinese, che ad agosto sarebbe dovuta partire per gli Stati Uniti per frequentare il quarto anno. Un programma per il quale erano stati già versati oltre diecimila euro.
Nel racconto dei genitori della ragazza, emerge che la pianificazione del soggiorno di studio era iniziata addirittura 20 mesi fa e che nelle riunioni di preparazione si erano attivati i collegamenti tra le famiglie di tutta Italia con i referenti delle destinazioni estere in varie regioni del mondo, dall’Australia alla Cina, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Inghilterra alla Germania. Il programma prevedeva una variabilità nei soggiorni dai tre ai sei mesi, fino ad un intero anno scolastico, ovviamente con relativi costi variabili a seconda della destinazione e dei servizi scelti.
L’incertezza riguarda non solo le somme già versate ma soprattutto il futuro degli studenti, anche perché le famiglie coinvolte in Italia sarebbero una sessantina. Fino ai primi giorni di giugno nulla lasciava presagire la situazione attuale: nella mail inviata ai clienti la Bec Italia ha pure comunicato di aver richiesto l’intervento del Fondo Vacanze Felici, organismo di garanzia del turismo organizzato.
L’istruttoria, però, è ancora in corso e non è chiaro se il fondo interverrà, in quale misura e con quali tempi. Intanto il sito della Bec è stato chiuso e risultano aperti solo i canali social.
Nella narrazione raccolta dall’Ansa ci sono anche altri aspetti evidenziati dai genitori, in quanto la sospensione operativa di Bec Italia, di fatto, ha bloccato progetti scolastici creando crescente incertezza anche per le somme già versate. Ma al problema economico si aggiungono i risvolti psicologi di questo improvviso stop, poiché sicuramente i ragazzi avevano riposto aspettative oltre ad essersi sottoposti ad una preparazione didattica. Tutte fasi di adattamento dello studente messe in stand by da una semplice mail.
Va poi sottolineato che questa tipologia di viaggio di studio è tra le attività operative più impegnative nel trade specializzato, perché impone una lunga fase informativa e formativa da predisporre con largo anticipo, con riunioni propedeutiche, adempimenti burocratici e incontri preparatori.


