Airbnb segue la rotta di Hopper e gioca la carta dell’iper-flessibilità. Il colosso degli affitti brevi – qui abbiamo raccontato del suo impatto sull’economia italiana – si appresta a rivoluzionare il mercato del travel tech con una mossa strategica che segna il suo ingresso ufficiale nel settore dei servizi finanziari avanzati.
Come? Con il roll-out di una nuova funzionalità di cancellazione estesa, un meccanismo che ricalca da vicino la celebre formula “Cancel for Any Reason” introdotta anni fa dall’app Hopper.
La novità, attualmente in fase di test in dodici mercati pilota globali in cui per ora non è inclusa l’Italia (ci sono ad esempio Stati Uniti, Canada, Irlanda e Paesi Bassi), punta a scardinare una delle barriere storiche della piattaforma (ma non solo): l’ansia da prenotazione legata a politiche di cancellazione troppo rigide.

In questo screenshot sul sito web Airbnb in Usa appare l’opzione Free cancellation
Ciò che sta testando Airbnb è questo: durante la fase di checkout, all’ospite viene proposta un’opzione aggiuntiva a pagamento. Acquistando questo pacchetto protettivo (al cui prezzo non abbiamo accesso ma potrebbe avere anche un costo molto basso), l’utente acquisisce il diritto di cancellare il proprio soggiorno fino a 24 ore prima del check-in senza pagare null’altro e ottenendo il rimborso del 100% della cifra versata. La vera rivoluzione sta nella gestione del rischio: la scelta dell’ospite scavalca completamente le regole impostate dal proprietario dell’immobile. Se l’utente decide di annullare all’ultimo momento, Airbnb rimborsa l’ospite attingendo a un fondo proprio, ma paga comunque l’host in base alla politica di cancellazione originaria della casa.
Airbnb dà dunque un buon impulso ai tassi di conversione complessivi sul sito web, spingendo a prenotare anche gli utenti più indecisi e lanciando un’ulteriore sfida ai suoi competitor.


