Low cost di nome ma non più di fatto, perché con l’acquisto di servizi extra le tariffe possono lievitare fino a cinque volte rispetto al prezzo iniziale. È l’amara constatazione emersa da una indagine di Altroconsumo che ha analizzato un campione di voli operati delle principali aerolinee low cost, Ryanair, easyjet, Wizz Air, Vueling e Volotea.
Sebbene sui siti, infatti, sia realmente possibile prenotare un volo a prezzi davvero vantaggiosi, il primo passaggio online è solo il punto di partenza, perché il prezzo iniziale dà diritto al biglietto che include solo il trasporto essenziale, mentre ogni altra voce viene venduta separatamente.
Un modello ormai adottato da tutte le compagnie aeree low cost: i servizi considerati normali da molti viaggiatori, come portare un trolley, scegliere il posto o imbarcare una valigia diventano voci aggiuntive a tariffe salate che possono trasformare radicalmente il costo finale del viaggio.
L’indagine ha quindi analizzato 60 voli delle low cost presenti in Italia, simulando l’acquisto completo di un biglietto per una breve vacanza estiva. Lo scenario preso in considerazione è quello più comune: un passeggero che, oltre alla piccola borsa inclusa nella tariffa base, desidera portare un trolley in cabina, un bagaglio da stiva e scegliere il proprio posto a sedere.
I risultati mostrano che il prezzo finale può crescere mediamente del 200% rispetto alla tariffa iniziale. In alcuni casi l’aumento supera addirittura il 400%. Il volo che sembrava costare poche decine di euro finisce così per costarne quattro o cinque volte tanto.
Da qui l’apprezzamento di Altrocosumo riguardo alle nuove norme europee, sulle quali sembra sia stato raggiunto un accordo. Nelle nuove regole il prezzo mostrato inizialmente ai consumatori deve includere sempre il bagaglio a mano (tipo trolley); una novità positiva che favorisce una maggiore trasparenza e rende più semplice confrontare le offerte delle diverse compagnie.
Resta però un elemento critico: le compagnie potranno comunque consentire ai passeggeri di rimuovere il bagaglio a mano in una fase successiva della prenotazione, ottenendo una tariffa più bassa. Il rischio è che quello che dovrebbe essere un diritto garantito e compreso nel trasporto, venga di fatto trattato come un servizio accessorio.
In questo modo si rischia di legittimare e normalizzare un costo aggiuntivo che, sempre per i responsabili di Altroconsumo, non dovrebbe esistere, lasciando alle compagnie un ulteriore margine per aumentare i prezzi dei servizi extra.
Inoltre, con questi meccanismi messi in atto dai vari vettori, confrontare i prezzi è diventato davvero difficile: quando il costo reale dipende da una lunga serie di servizi aggiuntivi, il prezzo mostrato nella prima schermata spesso non dice quale compagnia sia davvero la più economica.


