Europa senza folla: il report Un Tourism-Amadeus

Europa senza folla: il report Un Tourism-Amadeus
27 Luglio 09:59 2026

Il turismo europeo continua a crescere, sostenuto da una base di viaggiatori internazionali sempre più ampia e dalla maggiore attenzione verso destinazioni meno conosciute, e dunque lontane dalle folle e immuni all’overtourism. È quanto emerge da Travel Insights 2026: Focus on Europe, il nuovo rapporto realizzato da Amadeus in collaborazione con Un Tourism, che analizza i flussi aerei, le prenotazioni e le performance alberghiere registrate tra maggio 2025 e aprile 2026.

Nel periodo preso in esame, il traffico passeggeri verso le destinazioni europee è aumentato del 2,3% rispetto all’anno precedente, mentre l’occupazione alberghiera è cresciuta del 2%. Ancora più sostenuto l’incremento delle tariffe medie giornaliere degli hotel, salite del 7%, a conferma della capacità del mercato europeo di mantenere livelli elevati di domanda e redditività nonostante l’incertezza dello scenario economico e geopolitico.

Anche i dati di Un Tourism confermano il buon andamento del continente. Nel primo trimestre del 2026, gli arrivi turistici internazionali in Europa sono cresciuti del 4%, dopo il +5% registrato nell’intero 2025. L’Europa centro-orientale ha riportato l’aumento più marcato, pari al 6%, mentre Europa settentrionale ed Europa mediterranea meridionale sono avanzate entrambe del 4%. Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita dell’Europa occidentale, pari al 2%.

IL GIAPPONE GUIDA LA RIPRESA DEL LUNGO RAGGIO

Uno dei risultati più significativi riguarda il ritorno della domanda asiatica. Il Giappone si posiziona come il mercato di origine con la crescita più elevata nelle ricerche e nelle prenotazioni verso l’Europa.

Le ricerche effettuate dai viaggiatori giapponesi sono aumentate del 62% su base annua, traducendosi in una crescita del 19% delle prenotazioni. L’incremento interessa tutte le aree europee: +28% verso l’Europa centrale e orientale, +14% verso l’Europa meridionale e mediterranea, +10% verso l’Europa occidentale e +8% verso quella settentrionale.

REPUBBLICA CECA E ISLANDA TRA LE METE PIÙ DINAMICHE

La crescita non riguarda soltanto le grandi destinazioni turistiche europee. Il rapporto evidenzia una progressiva diversificazione della domanda verso Paesi in grado di offrire esperienze culturali, naturalistiche e stagionali alternative rispetto alle mete tradizionali.

Tra le principali destinazioni europee, la Repubblica Ceca ha registrato un incremento delle prenotazioni del 18%, l’Islanda è cresciuta dell’11%. I dati suggeriscono una maggiore propensione dei viaggiatori verso city break culturali e soggiorni legati alla natura nell’Europa centrale e settentrionale.

Ancora più marcato l’aumento delle ricerche per alcune destinazioni emergenti. Uzbekistan e Tagikistan hanno entrambi riportato una crescita del 64%. Risultati positivi anche per Svizzera e Svezia, entrambe a +36%, seguite da Danimarca, +34%, Irlanda, +33%, Belgio, +32%, e Norvegia, +31%. Il rapporto non fornisce, nella sintesi pubblicata, un dettaglio specifico sull’Italia.

Secondo Shaikha Al Nuwais, segretaria generale di Un Tourism, la domanda sta mostrando «una crescente attrazione verso luoghi che conservano ancora il senso della scoperta», dalle destinazioni nordiche a quelle dell’Europa centrale.

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