La guerra non frena i viaggi: bilancio Un Tourism

La guerra non frena i viaggi: bilancio Un Tourism
03 Giugno 10:30 2026

Nel primo trimestre del 2026 sono 307 milioni i turisti che hanno viaggiato in tutto il mondo, sei milioni in più (il 2%) rispetto allo stesso periodo del 2025 nonostante l’impatto – a marzo – della guerra in Medio Oriente. I numeri sono di Un Tourism, che in una nota comunica come il conflitto ridurrà la crescita degli arrivi internazionali di 1 o 2 punti percentuali al di sotto delle previsioni iniziali che stimavano un +3/4% per il 2026: “Oltre alle interruzioni dei voli da, per e all’interno del Medio Oriente e agli effetti sulla fiducia dei viaggiatori, l’impennata dei prezzi del petrolio e la carenza di carburante per aviazione in alcuni mercati stanno aumentando le tariffe aeree e riducendo la capacità dei voli anche in altre regioni. Viaggi più costosi, uniti all’incertezza sui collegamenti aerei, potrebbero reindirizzare la domanda verso destinazioni turistiche più vicine, influenzando al contempo la domanda complessiva di viaggi”, fa sapere Un Tourism.

Secondo Shaikha Al Nuwais, segretario generale di Un Tourism, «il conflitto in corso in Medio Oriente sta alterando le dinamiche di viaggio ben oltre i confini della regione stessa, alimentando anche l’aumento dell’inflazione, in particolare nei settori dei trasporti e delle strutture ricettive. Ciò sta esercitando una forte pressione sia sui viaggiatori sia sulle imprese e sulle destinazioni turistiche. Eppure, persino in questo clima di incertezza, il turismo internazionale ha continuato a mostrare una buona resilienza nel primo trimestre del 2026, con 307 milioni di persone che hanno viaggiato a livello internazionale, registrando un incremento del 2% rispetto allo scorso anno. In un momento di crescenti pressioni geopolitiche ed economiche, questo risultato rafforza il ruolo più ampio del turismo nel sostenere le economie, creare opportunità e supportare le comunità ben oltre il settore stesso».

IN EUROPA OLTRE 130 MILIONI DI TURISTI INTERNAZIONALI

L’Europa, che è la principale regione di destinazione turistica al mondo, ha accolto oltre 130 milioni di turisti internazionali nel primo trimestre del 2026, registrando un incremento del 4% e dando continuità al forte slancio del 2025 (+5%). Alcune mete hanno beneficiato del reindirizzamento dei flussi turistici. L’Europa mediterranea meridionale e settentrionale hanno entrambe registrato un aumento del 4% degli arrivi nel primo trimestre del 2026, mentre l’Europa centrale e orientale (+6%) ha proseguito la sua ripresa.

Riguardo gli arrivi in Africa (+4%), questi hanno continuato a crescere nel primo trimestre del 2026, con l’area settentrionale che ha registrato un incremento del 4%, sostenuto da forti cifre a doppia cifra nel mese di marzo (+18%). Anche gli arrivi nell’Africa subsahariana sono aumentati del 4% nel primo trimestre. L’Asia e il Pacifico hanno registrato una crescita del 3% in questo primo trimestre, un andamento leggermente più lento del previsto a causa di risultati altalenanti tra le varie destinazioni. Ottimi risultati sono stati registrati a febbraio (+9%), ma sono stati più moderati a marzo (+2%), poiché le interruzioni che hanno colpito gli hub aerei mediorientali hanno contribuito a un calo del 27% nell’Asia meridionale. L’Oceania (+9%) e l’Asia nord-orientale (+5%) hanno visto risultati particolarmente robusti nel primo trimestre del 2026. Complessivamente, gli arrivi in Asia sono rimasti dell’11% inferiori rispetto ai valori pre-pandemia (pari all’89% dei livelli del primo trimestre del 2019).

Le Americhe hanno registrato il 2% in più di arrivi internazionali in questo primo trimestre del 2026, con una forte crescita nell’America centrale (+18%) ma più debole nell’America meridionale (-1%).

IL CROLLO DEL MIDDLE EAST

In Medio Oriente gli arrivi sono crollati del 14% nel primo trimestre del 2026, risentendo del conflitto. Diverse destinazioni del Golfo hanno registrato forti cali in questo trimestre, mentre l’Egitto (+16%) ha visto un consistente aumento degli arrivi. Ciò fa seguito a un forte rimbalzo del Medio Oriente dopo la pandemia, con gli arrivi nel 2025 che erano saliti del 40% al di sopra dei livelli del 2019.

Tra le destinazioni che hanno segnalato una crescita degli arrivi nei primi tre mesi del 2026, i Paesi con le performance migliori includono: Paraguay (+46%), Nuova Zelanda (+45%), El Salvador (+43%), Mongolia (+39%), Palau (+37%) e Uzbekistan (+37%). In termini di entrate, diversi Paesi hanno registrato una crescita a doppia cifra nel primo trimestre del 2026, tra cui Pakistan (+60%), Repubblica di Corea (+38%), Marocco (+24%), Brunei (+22%) e Brasile (+12%).

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L'Autore

Giulia Di Camillo
Giulia Di Camillo

Giornalista pubblicista dal 2019.

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