Il turismo scolastico si conferma un segmento solido e sempre più attento alla qualità dell’offerta. Nell’anno scolastico 2025-2026, il 99% degli istituti italiani ha organizzato almeno un’uscita o un viaggio d’istruzione, mentre il 75% ha proposto entrambe le esperienze.
È quanto emerge dall’indagine promossa da Didatour in collaborazione con La Fabbrica, che ha coinvolto docenti di ogni ordine e grado, includendo per la prima volta anche la scuola dell’infanzia.
LE SCELTE DEGLI ISTITUTI
Nella scelta delle proposte, alla notorietà della destinazione si affiancano criteri sempre più selettivi: valore educativo, sicurezza, inclusione, trasparenza dei costi e semplicità organizzativa. Cresce in particolare l’interesse per laboratori, attività esperienziali e percorsi interdisciplinari integrati con la programmazione scolastica.
Oltre il 60% delle scuole organizza soggiorni di una o due notti, privilegiando gli hotel tre stelle. Per i viaggi di più giorni, il budget rimane generalmente entro i 300 euro per studente. Quasi il 90% delle partenze si concentra inoltre tra marzo e giugno.
Tra le destinazioni italiane, Napoli si conferma la più richiesta, seguita da Roma, Milano e Torino. Per i viaggi all’estero, scelti soprattutto dalle scuole secondarie di secondo grado, le mete preferite sono Spagna, Francia e Germania. Circa un docente su quattro dichiara, tuttavia, di avere optato anche per itinerari meno tradizionali.
L’aumento dei costi resta la principale criticità, insieme alla necessità di garantire trasporti sicuri e attività accessibili anche agli studenti con bisogni educativi speciali o disabilità. Per gli operatori, diventa quindi strategico proporre pacchetti trasparenti, inclusivi e facili da gestire.
La programmazione parte con largo anticipo: il 16% degli istituti comincia a pianificare già durante l’estate, mentre oltre i due terzi degli istituti concentra le decisioni tra settembre e ottobre.


