Bacchettata pesante dei vertici Icao all’Europa nel corso della European Conference of Civil Aviation tenutasi nei giorni scorsi a Chișinău, in Moldova, e che ha visto riuniti oltre 70 direttori generali e alti dirigenti del trasporto aereo europeo, nonché esponenti di Eurocontrol, Easa e Commissione Ue, dove è stato lanciato anche un sos sui cieli russi.
Il presidente Toshiyuki Onuma ha chiesto senza mezzi termini maggiore connettività aerea nel vecchio continente e una migliore cooperazione dell’Unione europea riguardo alle regole.
In buona sostanza, il numero di uno dell’International Civil Aviation Organization ha chiesto di rafforzare la collaborazione tra gli Stati Ecac e l’ufficio regionale Icao Eur/Nat, perché le decisioni europee abbiano maggiore coerenza con il quadro globale, sollecitando i singoli Stati europei a partecipare attivamente alla settima Conferenza mondiale sul trasporto aereo che si terrà a Montréal dal 16 al 20 novembre prossimi, contribuendo a definire le future regole e politiche dell’aviazione internazionale.
Obiettivo 2050: zero vittime e zero emissioni nette
Inoltre, il presidente Onuma ha esposto l’istanza più urgente: di fronte a crescente domanda, e contestuali chock geopolitici, serve un’aviazione europea più preparata, resiliente e capace di reagire in modo coordinato, contribuendo anche al duplice obiettivo del 2050 per il trasporto aereo con zero vittime e zero emissioni nette di carbonio.
Tra i temi più rilevanti dibattuti in Moldova, quello dedicato alle iniziative per sostenere il settore dell’aviazione civile dell’Ucraina, destinato ad avere implicazioni di lungo periodo per la ricostruzione e l’integrazione del Paese nel sistema europeo.
Sul tavolo anche il tema dei diritti dei passeggeri con disabilità o mobilità ridotta con l’adozione della metodologia rivista dell’Ecac Quality Assessment Programme. Argomento non geopolitico, ma sicuramente importante sul piano concreto della qualità e dell’accessibilità del trasporto aereo.
Normativa Ue non prescinda da quella internazionale
Non è sfuggito, comunque, il messaggio politico emerso a Chișinău: l’Europa deve evitare che la propria regolamentazione e le proprie politiche aeronautiche procedano in isolamento rispetto al quadro globale Icao.
Inoltre, è stato chiesto all’Europa di mettere a disposizione del sistema mondiale la propria esperienza in materia di sicurezza, sostenibilità, resilienza, capacità aeroportuale e gestione del traffico. Un’istanza che deriva dal peso specifico del vecchio continente che nel 2025 ha fatto registrare un movimento complessivo di 2,6 miliardi di passeggeri, terzo mercato per importanza dopo Usa e Cina.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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