Hawaii in allerta per l’arrivo del ciclone Lowell

Hawaii in allerta per l’arrivo del ciclone Lowell
08 Settembre 11:24 2026

Un nuovo uragano potrebbe abbattersi sulle isole Hawaii, dopo quello del 16 agosto: è Lowell, uno dei cicloni più violenti del Pacifico centrale, classificato categoria 3-4, che sembrerebbe puntare con la sua forza distruttiva le isole di Kauai e Niʻihau.

Su tutta l’area è stata attivata un’allerta uragano, con monitoraggio continuo dell’evoluzione: Lowell porta con sé piogge torrenziali che possono raggiungere 15-25 centimetri, con picchi fino a 36 centimetri sulle isole più esposte. Questi accumuli favoriscono flash flood e allagamenti improvvisi, soprattutto nelle valli e nelle zone montuose. Il terreno saturo aumenta il rischio di frane e colate di detriti lungo i versanti ripidi.

A causa della tempesta in arrivo, per sicurezza, il governatore delle Hawaii ha dichiarato lo stato d’emergenza e sono state annullate la maratona e la mezza maratona di Kauai, che prevedevano 20.000 partecipanti.

Lunedì 7 settembre cancellato un quarto dei voli da e per l’aeroporto di Lihue, così come alcuni previsti per martedì. Il consiglio è di controllare lo stato dei voli con la compagnia aerea di riferimento prima di recarsi in aeroporto.

Nell’isola anche le principali attrazioni, il Polihale State Park, il Na Pali Coast State Wilderness Park, e l’Haena State Park, sono temporaneamente chiuse.

Per i visitatori e residenti, lo stato delle Hawaii ha attivato una pagina informativa aggiornata in tempo reale, gohawaii.com/Lowell.

Lala ad agosto

A metà agosto l’uragano Lala aveva già colpito principalmente l’isola di Oahu con raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari, condizioni meteo estreme e piogge torrenziali, causando smottamenti e difficoltà alla circolazione stradale, con gravi disagi per i residenti e i turisti. In molte aree si erano registrati black out e danni alle infrastrutture.

Tre uragani nel Pacifico

Il nuovo uragano si inserisce in un contesto eccezionale, con ben tre eventi nel Pacifico orientale. Gli altri due, Karina e Marie, sono fortunatamente molto lontani dalla terra ferma.

Gli scienziati hanno attribuito il fenomeno a El Niño che produce un riscaldamento delle acque dell’Oceano, innescando una serie di alterazioni negli schemi globali di venti, pressione atmosferica e precipitazioni. Gli effetti si ripercuotono su tutti i continenti, provocando la siccità in alcune regioni, mentre altre vengono colpite da tifoni e inondazioni più intense.

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