Indonesia, traffico aereo in (lenta) ripresa

Indonesia, traffico aereo in (lenta) ripresa
09 Settembre 10:08 2026

Lentamente, ma si riparte. Il traffico aereo è gradualmente ripreso martedì nei principali aeroporti indonesiani, tra cui Giacarta, dopo lo stop causato dall’eruzione del vulcano Anak Krakatau, che ha portato alla cancellazione di 3.000 voli – inclusi 622 collegamenti internazionali – e lasciato a terra oltre 340.000 passeggeri, compresi molti italiani, come raccontato mercoledì dall’Agenzia di Viaggi Magazine.

Si tratta di uno dei disagi aerei più significativi del Paese negli ultimi anni, tanto che il ministro dei Trasporti, Dudy Purwagandhi, ha avvertito che «ci vorrà del tempo prima che il traffico torni alla normalità. Chiedo ai passeggeri un po’ di pazienza. Le autorità aeroportuali e le compagnie aeree sono tenute a ispezionare tutti gli aeromobili prima della ripresa dei voli».

«Ai piloti e agli equipaggi di volo – ha aggiunto – è stato inoltre impartito l’ordine di prestare attenzione alle zone di spazio aereo interdetto istituite attorno alle aree interessate dalla cenere vulcanica». Le autorità aeronautiche vietano temporaneamente il transito degli aerei nelle aree in cui è stata rilevata cenere, poiché le particelle vulcaniche possono danneggiare i motori e altri sistemi critici».

Anche il sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, aggiornato all’8 settembre, sottolinea che “i collegamenti aerei con l’intero Paese sono tuttora oggetto di forti disagi: gli aeroporti stanno lentamente riprendendo l’attività, tuttavia si invitano i connazionali a contattare direttamente la propria compagnia aerea / tour operator, per informazioni più aggiornate. Per i casi di grave emergenza, l’Ambasciata d’Italia Jakarta – Il sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia Jakarta rimane raggiungibile al numero +62 (0) 815 1811 344.

Storia di un vulcano inquieto

Insomma, l’allarme rosso resta, anche se l’eruzione continua dell’Anak Krakatau, caratterizzata da fontane di lava e forti boati, è cessata domenica. L’isola vulcanica, però, è rimasta attiva anche martedì, con quattro eruzioni tra l’alba e mezzogiorno, confermati dai sismografi.

Situato nello stretto che separa le isole di Giava e Sumatra, l’Anak Krakatau ha mostrato un’attività sporadica sin dalla sua emersione all’inizio del secolo scorso, all’interno della caldera formatasi in seguito all’eruzione del Krakatoa nel 1883: il drammatico bilancio fu di 35.000 vittime.

Nel 2018 uno tsunami, innescato dal crollo di parti dell’Anak Krakatau, ha causato 429 morti e migliaia di sfollati. L’Indonesia, un vasto arcipelago di 17.000 isole, si trova sulla Cintura di fuoco del Pacifico, dove la collisione delle placche tettoniche genera un’intensa attività vulcanica e sismica.

Il Paese, comunque, viaggia a gran velocità a livello turistico: nel 2025 ha ospitato oltre 15,3 milioni di visitatori stranieri.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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