Il Mice fa i conti con la geopolitica

Il Mice fa i conti con la geopolitica
15 Settembre 18:00 2026

Tutt’altro che episodici, i rischi geopolitici sono ormai la variabile costante per l’organizzazione dei congressi. È quanto sostenuto da Rémi Dévé, chief editor di Boradroom Magazine, a margine dell’Exchange by Italian Knowledge Leaders.

Si tratta di un evento promosso dal Convention Bureau Italia, tenutosi ai primi di settembre a Rimini, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni scientifiche internazionali, destinazioni, centri congressi, Pco e altri professionisti della filiera congressuale italiana.

Le parole di Dévé

«Fino a qualche anno fa – ha sottolineato Dévé – la valutazione dei rischi geopolitici legati all’organizzazione dei congressi veniva fatta solo inizialmente. Ora, i conflitti e le tensioni nel mondo l’hanno resa un processo costante. Ciò che non funziona più è l’idea che un congresso possa essere progettato una volta sola, con un anno o più di anticipo, e poi semplicemente eseguito».

«Il vecchio modello trattava il programma, la sede e la logistica come decisioni fisse – ha aggiunto – prese in anticipo e non più toccate fino all’evento stesso. Le aspettative in termini di sostenibilità, la volatilità geopolitica e i rischi legati alla sicurezza hanno reso questa rigidità insostenibile: la scelta di una sede o un determinato schema di viaggio dei delegati che aveva senso diciotto mesi fa può trasformarsi in una criticità nel momento in cui si aprono le porte dell’evento».

I grandi congressi, tra l’altro, inducono una riflessione anche in tema di sostenibilità. «Il segnale più chiaro che la sostenibilità è andata oltre il semplice spuntare una casella – ha dichiarato Dévé – si ottiene quando questa arriva a orientare le decisioni prese fin dall’inizio. La scelta della sede e della destinazione, gli schemi di viaggio dei delegati, i sistemi di catering e di gestione dei rifiuti. Per le associazioni più mature, la sostenibilità è integrata in tutto ciò che fanno, e il congresso è solo una parte di uno sforzo molto più ampio, spesso guidato dal basso, dai membri che se la aspettano come un dato di fatto piuttosto che da un mandato imposto dall’alto.

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