Sicilia e Toscana sono le regioni più considerate dagli intervistati per un viaggio in Italia. È quanto emerge dal rapporto “Il mercato Usa e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione italiana turismo enogastronomico, presieduta da Roberta Garibaldi (docente all’Università di Bergamo), per Vinitaly Tourism. In buona sostanza questo report analizza comportamenti, aspettative e propensione al viaggio del mercato statunitense nei confronti delle esperienze legate al vino in Italia.
L’indagine evidenzia come l’enoturismo sia ormai una componente consolidata delle esperienze di viaggio dei turisti statunitensi intervistati: il 60% ha partecipato almeno una volta, negli ultimi tre anni, a un’attività legata al vino e il 39% ha svolto queste esperienze esclusivamente negli Stati Uniti, mentre il 22% le ha vissute anche o esclusivamente all’estero, il 16% sia negli Stati Uniti sia in altri Paesi e il 6% soltanto all’estero. Si tratta quindi di un mercato già abituato al prodotto enoturistico, ma con ampi margini di sviluppo internazionale.
Tra quanti hanno già partecipato ad almeno un’esperienza enoturistica, nel 42% dei casi il vino ha rappresentato la motivazione principale del viaggio e nel 38% una delle motivazioni principali. Per il turista statunitense, il vino è dunque molto più di una semplice degustazione: diventa una porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali.
L’immagine dell’Italia risulta particolarmente positiva. Il 79% degli intervistati riconosce nel nostro Paese una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche. Il 73% ritiene che l’Italia disponga di paesaggi vitivinicoli unici, vini eccellenti e attrazioni enologiche capaci di rappresentare un’opportunità di arricchimento culturale. Il 67% apprezza inoltre la possibilità di incontrare le persone del luogo e conoscere la storia delle cantine e dei loro vini.


