Riflettori accesi sui giovani alla prossima Bit – Borsa Internazionale del Turismo. Alla manifestazione in programma a Milano dal 9 all’11 febbraio 2027 debutta Bit Young, il nuovo progetto che ha preso il via in questi giorni con i primi laboratori dedicati agli studenti all’Università Cattolica del Sacro Cuore con la collaborazione del Cenvi – Centro di Ricerca sulla Cultura e Narrazione del Viaggio. Il progetto che avrà un proprio spazio dedicato in fiera si sviluppa infatti in collaborazione con università, associazioni di categoria, aziende.
«Guardiamo ai giovani da due punti di vista – ha spiegato Emanuele Guido, head of home, fashion and leisure exhibitions di Fiera Milano – Il talento, ovvero chi è pronto per il mondo del lavoro, e il giovane viaggiatore che può dare il suo contributo alla visione e alle motivazioni di viaggio della generazione. Ci auguriamo che questo dialogo nella cornice di Bit Young contribuisca a quello che vuole essere Bit in futuro: un grande laboratorio di pensiero che cerca di costruire nuove prospettive ed opportunità per il settore. Intendiamo sviluppare concretamente azioni che coinvolgano le nuove generazioni con proposte coerenti e pragmatiche e permettere all’industria di capire quali sono le angolazioni con cui i giovani guardano al mondo del turismo. Bit Young avrà tre anime: ispirazione, ovvero come i giovani possano iniziare il loro dialogo con questo mondo. Una seconda dimensione riguarda la costruzione, con workshop e momenti di ingaggio, come un hackaton insieme ad Accenture; infine, il terzo filone è quello del placement. Il tema del lavoro è particolarmente centrale, tra i principali emersi nel corso di Road to Bit, gli incontri con le agenzie che abbiamo condotto in giro per l’Italia (in collaborazione con L’Agenzia di Viaggi Magazine, ndr)».
QUI LA NOSTRA INCHIESTA DEDICATA AI GIOVANI NEL TURISMO
Le tendenze che emergono da Road to Bit raccontano una generazione che parte per vivere un’esperienza e che ricerca le mete in linea con il proprio stato d’animo. Con il gig-tripping, il concerto o il festival diventano il motivo stesso del viaggio e la destinazione si sceglie di conseguenza. In crescita anche il trend supermarket safari, in cui gli scaffali del supermercato locale si esplorano come una vetrina della cultura del posto, mentre le pagine di un romanzo amato disegnano nuovi itinerari letterari. Si sale di quota, con la montagna scelta anche d’estate e d’autunno per ritrovare silenzio e natura, e i rituali di bellezza del Paese visitato diventano un modo in più per conoscerlo. Emerge infine anche un ritorno dei giovani al viaggio organizzato, ma nella forma delle community tra pari, spesso animate da travel blogger diventati operatori: si parte tra coetanei, per vivere insieme una passione condivisa.
Bit Young: i dettagli
Bit Young è un’iniziativa pensata e sviluppata dai giovani per i giovani: protagonista un Team Young composto da 15 fra studenti, neolaureati e professionisti accomunati dall’interesse e dalla passione per il settore turistico. Il Team Young affianca Bit 2027 nella costruzione del progetto che si articola su due direttrici complementari: Future Talent guarda ai giovani come professionisti di domani e coinvolge studenti di Its – Istituti Tecnologici Superiori e Master insieme a neolaureati per accompagnarli nel percorso di ingresso nel settore e favorire il confronto con le imprese. Future Travelers si rivolge invece ai giovani viaggiatori, coinvolgendo anche creator e storyteller emergenti per comprendere come scelgono le destinazioni, quali esperienze ricercano e come stanno cambiando il modo di vivere e raccontare il viaggio.
Durante la manifestazione, Bit Young troverà spazio in due aree dedicate: nella Buyer Lounge e in una delle arene del Travel Makers Fest, il festival del turismo di Bit. È qui che il progetto prenderà forma, attraverso tre filoni di attività complementari: Inspire, dedicato a talk, testimonianze, idee, visioni e competenze per costruire settore di domani; Build, che comprende workshop, laboratori e un hackathon realizzato in collaborazione con Accenture chiamato a reinventare la catena di distribuzione nel turismo nell’era in cui “tutti intermediano tutto”, esplorando come tecnologia, dati e intelligenza artificiale possano generare nuovo valore e un ecosistema più efficiente e sostenibile; Match & Activate, che creerà occasioni di incontro con le aziende, tra cui il Career Speed Date, reso possibile grazie alla sinergia con AlmaLaurea. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti dall’ispirazione alla progettazione, fino al confronto diretto con il mondo professionale e guidato dal Team Young, Ambassador della Bit Young Community.
Le mete dei giovani
Ma qual è la percezione del viaggio da parte dei giovani, soprattutto in termini di destinazioni? Un primo quadro emerge dalla ricerca presentata nell’ambito del lancio del progetto Bit Young da Simon Anholt – ideatore dell’Anholt Nation Brands Index e membro dell’Advisory Board di Bit – che mette a confronto le percezioni degli under 30 e degli over 45 su diversi aspetti dell’immagine dei Paesi. Al di là di una tendenza generale che vede crescere il peso delle motivazioni personali nella scelta della destinazione di viaggio, le due generazioni concordano su alcuni primati: l’Italia è al primo posto per il turismo e per il cibo, sia tra le nuove generazioni che tra gli over 45. La mappa dei giovani, tuttavia, guarda a Oriente: gli under 30 affiancano all’Italia il Giappone, al secondo posto, fanno salire la Corea del Sud dal 37.mo al 19.mo posto, la Cina dal 23.mo al 10.mo. I giovani estimatori dell’Italia, invece, arrivano da India, Arabia Saudita, Messico e Giappone per i quali il nostro Paese occupa una posizione più alta rispetto a quella assegnata dalle generazioni più mature.
È una mappa del mondo, quella delle giovani generazioni, che si costruisce diversamente dal passato. «Se prima c’erano atlanti e riviste, oggi la delineano attraverso la musica, lo sport, le letture, le vacanze degli amici. I giovani cercano vivacità, vogliono andare dove succedono le cose, cercano ciò che non hanno ancora visto sullo schermo dei loro smartphone», commenta Anholt.


