Aviareps, nuova era: i piani del ceo Lacker per l’Italia
Parte il nuovo corso italiano di Aviareps, che con l’acquisizione di Spazio Gsa allarga la famiglia, sfrutta le sinergie con il gsa romano e conferma l’interesse per l’Italia e per dei business ben precisi. Lo ribadisce il ceo Edgar Lacker in persona, venuto in Italia dall’head quarter tedesco anche per incontrare il team di Spazio e dare l’avvio all’on boarding. «Rientrava nei nostri obiettivi da molto tempo. Eravamo in trattativa credo da oltre dieci anni, e finalmente siamo arrivati a una conclusione positiva. Siamo felici di accoglierli nel gruppo Aviareps. In futuro continuerà a operare con il nome Spazio e ci consentirà di avere una seconda sede in Italia, oltre alla nostra principale qui a Milano».
E certamente rappresenta anche una delle basi per un’ulteriore crescita. «L’Italia è uno dei nostri mercati chiave, non soltanto in Europa, ma a livello globale. È sempre stata tra i nostri primi cinque o sei al mondo in termini di risultati. Crediamo che ci siano ancora moltissime opportunità di crescita. In particolare, intendiamo concentrarci su due settori: il cargo aereo e la rappresentanza delle compagnie crocieristiche.
Abbiamo avviato l’attività nel settore cruising circa due anni fa, acquisendo uno dei principali Gsa europei, con sede, come noi, a Monaco di Baviera. È un’azienda ben inserita nel settore, che rappresenta diverse compagnie crocieristiche sul mercato europeo, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca e in quelli limitrofi. Da questa base intendiamo estendere le nostre attività anche a Roma.
Il cargo invece non ha fatto parte del nostro portafoglio negli ultimi 25 anni, se non per un periodo molto breve e ormai lontano, che non aveva dato risultati soddisfacenti. Due anni fa, però, abbiamo deciso di rafforzarci in questo ambito, avviando l’attività da zero con le nostre forze. Stiamo crescendo gradualmente a livello internazionale. In Italia non siamo ancora presenti nel settore, ma ogni percorso comincia in piccolo e poi si sviluppa. Crediamo che ci siano opportunità anche nel nostro Paese, che è il secondo maggiore esportatore in Europa».
Proseguirà anche lo sviluppo delle attività non strettamente legate all’aviazione, come la rappresentanza delle destinazioni e quelle alberghiere. «Da circa un anno siamo sempre più impegnati anche nell’ambito dei servizi ferroviari internazionali, in particolare dei treni ad alta velocità spagnoli, che promuoviamo in diversi Paesi. Spero che, in futuro, anche le compagnie ferroviarie italiane possano diventare nostre clienti in altri mercati europei. Aviareps ha intanto lanciato Frecciarossa nei mercati di lingua tedesca e sta lavorando con Italo in Sudamerica».
Strategia globale e “tocco” local, in primis con i team: potrebbe essere sintetizzata così la filosofia del gruppo: «Attualmente gestiamo 77 uffici in 70 Paesi e contiamo complessivamente 908 dipendenti nel mondo, tutti appartenenti al gruppo. Non operiamo infatti attraverso il franchising né tramite joint venture. Crediamo che il Dna di un’azienda possa essere trasmesso soltanto attraverso le proprie persone. Questa è la politica che l’azienda segue fin dalla sua fondazione e ne siamo soddisfatti. È anche un modo per garantire ovunque lo stesso livello di servizio, non secondo uno standard definito esclusivamente da noi, ma nel rispetto degli standard specifici di ciascun cliente in ogni parte del mondo. Allo stesso tempo, la presenza in Paesi diversi ci permette di valorizzare le rispettive culture».
Il ceo non nasconde naturalmente le complessità del momento: «Come tutte le aziende del settore, stiamo affrontando alcune difficoltà legate alla situazione internazionale. Con la guerra in corso in Medio Oriente, per esempio, i prezzi del carburante sono più che raddoppiati negli ultimi sei mesi, con un impatto considerevole sulle compagnie aeree. Per evitare le aree interessate dai conflitti, alcune rotte vengono allungate. Un volo dall’Italia alle Maldive, per esempio, può richiedere oltre un’ora in più. Un’ora aggiuntiva di volo significa consumare e trasportare una quantità significativa di carburante.
I costi ricadono sulle compagnie aeree e si riflettono in un aumento dei prezzi dei biglietti. Da un lato, le tariffe più elevate possono favorire i ricavi dei vettori; dall’altro, anche i loro costi operativi sono aumentati sensibilmente. È quindi un momento particolarmente complesso per l’industria dell’aviazione.
Anche il turismo sta attraversando una fase difficile, soprattutto in alcune aree del Medio Oriente. L’Arabia Saudita, per esempio, stava cercando di affermarsi come una delle principali destinazioni turistiche internazionali, con l’obiettivo di attrarre un numero crescente di visitatori. Gli eventi recenti rappresentano un ostacolo a questi progetti, almeno nel breve periodo.
Lo stesso vale per Dubai, Abu Dhabi e per altre destinazioni della regione, dove la capacità ricettiva alberghiera non viene attualmente utilizzata al massimo delle proprie potenzialità. Le compagnie che operano attraverso il Golfo, tuttavia, stanno recuperando rapidamente e osserviamo un andamento positivo per i vettori che transitano in Medio Oriente, con livelli di riempimento dei voli nuovamente soddisfacenti».
In ogni caso si guarda a nuovi mercati: «In questo momento, la nostra attenzione è rivolta in particolare all’Africa. Attualmente siamo presenti soltanto in Kenya, Tanzania, Sudafrica e Tunisia, ma vogliamo sviluppare ulteriormente la nostra presenza in Paesi come Egitto, Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio e Zimbabwe. Sono mercati prioritari nella nostra strategia di sviluppo per i prossimi 12-24 mesi».
Anche l’innovazione è al centro degli investimenti: “Nel giro di pochi giorni lanceremo AviaHub, la piattaforma di booking B2B legata a Ndc a cui stiamo lavorando da un paio di anni. Si tratta di una sorta di aggregatore che connette le compagnie aeree che rappresentiamo in modo da permettere loro di risparmiare sul fronte dei costi Gds”.


