Performance all’insegna di una crescita costante per l’Aeroporto G. Marconi di Bologna che ha chiuso il primo trimestre 2026 con un traffico complessivo di 2.241.454 passeggeri, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025; mentre i movimenti sono stati 17.362, in crescita del 3,5%. In miglioramento anche il load factor medio, che passa dall’82,3% del 2025 all’83,6% del 2026.
Il traffico legacy (le compagnie di linea) ha mostrato nel primo trimestre del 2026 una lieve flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,6%), mentre quello delle aerolinee low cost è cresciuto in maniera più sostenuta (+7,9% rispetto al 2025), confermando la propria rilevanza sullo scalo. Il traffico internazionale mantiene sostanzialmente stabile la propria incidenza sul volume totale dei passeggeri (76,2% contro il 23,7% del traffico nazionale), mentre il traffico domestico registra una crescita più marcata rispetto a quello internazionale: +6,3% contro +4,6%.
Più che soddisfacente il consuntivo anche dal punto di vista gestionale: il primo trimestre del 2026 si è infatti chiuso con ricavi cresciuti complessivamente del 16%, attestandosi a 42 milioni di euro, rispetto ai 36,2 milioni dello stesso periodo del 2025.
«Il 2026 si apre con risultati solidi per il nostro aeroporto, in un contesto internazionale che continua a essere caratterizzato da elevata instabilità geopolitica ed economica – ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna – E nel primo trimestre abbiamo continuato a registrare una crescita del traffico passeggeri, accompagnata da un incremento dei ricavi e della marginalità operativa e dal proseguimento del piano di investimenti infrastrutturali. Questi risultati confermano la bontà del nostro modello di business e la capacità dello scalo di mantenere elevati livelli di connettività e qualità operativa anche in una fase di forte complessità per il settore. Le tensioni internazionali e l’evoluzione dello scenario macroeconomico richiederanno un monitoraggio costante, soprattutto con riferimento agli effetti indiretti sulla domanda, sui costi operativi e sulle dinamiche del traffico merci».


