Agenti-camaleonti, cinque case history in Bit

Agenti-camaleonti, cinque case history in Bit
16 Febbraio 12:14 2026

Agenzie di viaggi protagoniste a Bit 2026: con il talk “Spazio Agenzia: il mestiere che cambia”, L’Agenzia di Viaggi magazine ha portato sul palco cinque professionisti dell’intermediazione, ciascuno con la sua visione di una figura che si fa sempre più camaleontica, si evolve e si trasforma per stare al passo con i tempi e conquistare clienti sempre più esigenti.

L’importanza della figura agenziale per la filiera e per una manifestazione fieristica è stata sottolineata anche da Emanuele Guido, head of home, fashion and leisure exhibitions di Fiera Milano, direttore Bit, che ha introdotto i lavori: «Il futuro sarà vostro anche se in maniera diversa – ha sottolineato rivolto alla platea di agenti – Siete il fulcro delle relazioni sul vostro territorio».

I NUMERI E IL FUTURO

La discussione è partita dai numeri: ad oggi in Italia si contano 6.660 imprese turistiche, di cui 5.840 dettaglianti puri, secondo l’Annuario del Turismo edito dalla casa editrice de L’Agenzia di Viaggi Magazine. «In dieci anni il numero si è dimezzato – ha sottolineato Luca Caraffini, ceo Istante Viaggi – è un segnale di difficoltà oggettive e di riorganizzazione del sistema, ma a mio avviso è questo il rapporto realisticamente giusto. Se guardo al futuro penso che caleranno ancora ma saranno più grandi e strutturate. Dobbiamo compiere passi avanti verso l’imprenditoria del settore. E guardare non all’oggi ma almeno al 2027 e chiederci: per allora il sistema agenziale come lo conosciamo potrà essere adatto al cliente futuro? Penso di no, il consumatore è e sarà cambiato».

Via la scrivania, i cataloghi, e forse anche il pc: l’agenzia di viaggi di nuova generazione è quella che accorcia le distanze con i clienti, si sente come un confortevole salotto e si incontra con altri linguaggi.

Spesso la scintilla del cambiamento è stata la necessità, come quella di reinventarsi durante il Covid. Lo racconta Tatiana Rigon, fondatrice La Gente dei Viaggi a Vicenza. «Avevo iniziato come classica agente “da banco”, poi è arrivata la pandemia, ho iniziato a raccontare di me sui social, dei miei hobby, dei viaggi. Da qui la folgorazione: in quei frangenti ho capito che alle persone serviva qualcosa in più, un rapporto più umano, di amicizia. Le persone mi hanno conosciuta, hanno visto che mi vestivo sempre di rosa, ho raccontato della mia passione per le Barbie. La mia personalità è diventata il mio brand. Ho fondato La Gente dei Viaggi e oggi ricevo i clienti su appuntamento in quello che ho chiamato il mio boudoir, che è come un appartamento e richiama l’ambiente dove si riunivano le dame un tempo. Non c’è la scrivania ma il divano sì, è uno spazio di cui anche i clienti fanno parte e dove far venire loro voglia di un viaggio». Uno spazio rappresentativo della propria personalità, e che avrà presto anche la sua fragranza, «un’essenza agli agrumi di Spagna creato appositamente».

Creare uno spazio dove immergersi nel viaggio e dove il viaggio porti a un’ispirazione emozionale era l’obiettivo di Fabio Angiolillo, cofounder Business Class – The Travel Lounge, che insieme ai soci Laura D’Elia e Dante Colitta ha deciso di reinventare la storica Business Class Viaggi di Roma. Per farlo è stato chiamato Massimiliano Ciccalotti, architetto esperto di retail, che ha dato vita a un ambiente che coniuga eleganza, calore e innovazione, un luogo che evoca l’esperienza di un viaggio già dal primo sguardo. «Si viene avvolti dai colori della natura come la sabbia e il verde e da profumi esotici. Ogni dettaglio è studiato per andare incontro a un cliente che cambia, è evoluto, esigente, e trova nelle travel lounge un ambiente accogliente e raffinato. E senza cataloghi esposti».

La figura dell’adv deve diventare esempio di cambiamento e questo vale anche per i consulenti di viaggio: ne è convinta Deborah Rainis, che qualche anno fa ha fondato Travel Angels: «Nel 2022 eravamo in 30 consulenti e oggi siamo 120 – racconta – Perché funziona? Puntiamo sulla specializzazione. Non abbiamo agenzie fisiche ma forniamo tutto il nostro supporto ai consulenti, che così si trovano in un mondo remunerativo perché i costi vengono centralizzati.

E poi può succedere che il cammino di un’agente di viaggi incontri quello del cinema. È la storia di Roberta Bampa, founder ArchèTech, e della sua I Viaggi di Roby, che oggi conta tre filiali di cui due a Roma e una a Cagliari. L’adv infatti opera nell’ambito dei festival (come i Nastri d’Argento e Cortinametraggio) e delle produzioni cinematografiche: «Questo dimostra che c’è spazio per tutti, siamo diversi pur facendo lo stesso lavoro, ma ognuno in suo settore. Noi siamo tre professionisti al lavoro in ambiti differenti, nati come agenzia per poi ampliare ai servizi, dalla logistica per i servizi fotografici alle interviste alle consulenze. Il nostro ufficio si “sposta” nelle location di produzione, li seguiamo da vicino».

IL RUOLO DEL DIGITAL E DELL’AI

Presenza dunque, rapporti umani e accoglienti ambienti fisici dove incontrarsi si confermano ancora vincenti, se con l’idea giusta. E la tecnologia? Tatiana Rigon non vende online ma sfrutta le potenzialità dei social per il personal branding: «Occorre dedicarci il giusto tempo e formarsi. Così ho acquisito la fiducia delle persone, si rendono conto della professionalità. Ma attenzione, vietato essere finti. Se ne accorgono, specialmente i più giovani». Per Debora Rainis la formazione è fondamentale per imparare a capire come gestire la comunicazione e l’approccio di vendita con i contatti arrivati da una piattaforma social rispetto a quelli diretti. E non si può non parlare di AI: «Al momento il nostro uso è legato alla ricerca e al supporto di esperienza e contenuti ma puntiamo a migliorare il Crm che sarà fondamentale in futuro. Le applicazioni sono tantissime e non è una minaccia: ci sono elementi umani che non si possono sostituire, come l’ascolto, l’empatia e il problem solving», conclude Angiolillo.

L'Autore

Mariangela Traficante
Mariangela Traficante

Guarda altri articoli