Alitalia e lo strano caso dei rimborsi mancanti

Alitalia e lo strano caso dei rimborsi mancanti
25 Maggio 13:16 2022 Stampa questo articolo

Si infittisce il mistero dei rimborsi aerei: oltre al fondo di 100 milioni stanziati dal Mise per i risarcimenti Alitalia – per i quali la Fiavet proprio ieri ha sollevato una provocatoria interrogazione a mezzo-stampa – si aggiunge anche l’enigma di un altro fondo da 5 milioni di euro.

Questo secondo fondo, previsto dal comma 12-ter dell’art. 88-bis del decreto legge 18/20, sarebbe stato istituito presso il ministero del Turismo – come ha spiegato nel dettaglio il consulente legale Fiavet, Federico Lucarelli – non solo per i voucher Alitalia, ma anche per i voucher di operatori (t.o. e agenzie) e vettori che fossero nel frattempo falliti o decotti e insolventi.

Anche questo fondo prevedeva l’apertura delle istanze fino al 31 dicembre del 2021 per la richiesta di rimborsi. Ma dal momento che in corso d’opera si era costituito il fondo al Mise solo per i voucher-rimborsi Alitalia, una circolare ministeriale interna ha trasferito automaticamente le domande già presentate al ministero del Turismo solo per biglietti Alitalia alla piattaforma Mise.

Pertanto quel fondo presso il ministero del Turismo tratta solo i rimborsi legati a vettori e t.o. falliti o insolventi e non riguarda Alitalia. Ciò che sconcerta, però, è che a tutti gli effetti non si hanno notizie di quando e come verranno accolte le domande di rimborso sia per il fondo al Mise che per quello al ministero del Turismo.

È infatti trascorso un anno da quando il ministero dello Sviluppo Economico ha sbloccato questi soldi per sanare la situazione debitoria sia con i passeggeri, sia con gli operatori turistici e le agenzie di viaggio in possesso dei voucher-Alitalia. In buona sostanza questi 100 milioni, formalmente e di fatto, non appartengono ad Alitalia, ma ai possessori dei biglietti aerei e questo dovrebbe agevolare le tempistiche per il rimborso.

C’è poi la considerazione fatta dalla stessa Fiavet che la misura-tampone appare comunque insufficiente (basti pensare a tutto il turismo scolastico e agli eventi business slittati nel 2020 e 2021, ndr) e risulta oltremodo dannoso lo stallo che si è venuto a creare nei confronti di adv e tour operator, in parte associati Fiavet, che peraltro avevano presentato tempestivamente e in modo corretto le domande di rimborso.

Vale la pena ricordare, infatti, che il Mise aveva aperto una piattaforma per le richieste di accesso a questo fondo entro il 31 dicembre. Si tratta quindi di una ingarbugliata e misteriosa vicenda, sulla quale Fiavet chiede a gran voce di fare luce al più presto per non disorientare gli agenti di viaggi già sulla graticola per tanti altri problemi legali e fiscali legati al post-Covid.

Di fatto si è dunque  arrivati a fine maggio e, almeno riguardo ai 100 milioni messi a disposizione dal Mise, non ci sono state repliche di alcun tipo alle domande digitali.

«Il problema – osserva Ivana Jelinic, presidente di Fiavet-Confcommercio – è che stiamo passando dalla burocrazia classica alla burocrazia digitale, in cui chi cerca di accedere a dei fondi dall’altra parte trova un muro di gomma che non risponde in alcun modo, e anche se si afferma che la presentazione corretta della domanda è garanzia certa di rimborso, se il rimborso non c’è le aziende non sanno come reagire. Ad oggi nessun operatore ha ricevuto comunicazioni ufficiali dal governo né da Alitalia. Riteniamo che, soprattutto in un momento di difficoltà come questo, con il rincaro dei trasporti che ostacola la ripresa corretta del turismo, bisognerebbe prestare una maggiore attenzione a questi passaggi critici che possono mettere ancora più in difficoltà un comparto già allo stremo».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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