Sono tre i chilometri che materialmente separano Piazza Einaudi, headquarter milanese di Alpitour World, da Piazza Affari. Tre i semestri stimati per percorrere tale tragitto. E sempre tre i miliardi di fatturato previsti dal Piano industriale. Numero che in alchimia rappresenta l’armonia. E che nei fatti racchiude il futuro dell’azienda controllata per il 94,5% da Tamburi Investment Partners.
Il lungo, e non semplice, iter per la quotazione in Borsa è stato avviato. Praticamente in tandem con il recente arrivo del 47enne ex Prelios Fabio Panzeri nel ruolo di general manager del Gruppo: passaggio necessario per ridurre – il key man risk agli occhi dei futuri investitori.
La conferma dei movimenti in casa Alpi arriva dal big boss Giovanni Tamburi, fondatore e amministratore di Tip, che affida “la notizia” al Sole 24 Ore: «Nel corso del 2026 o del 2027 ci sarà molta più attenzione per le mid cap. Noi non abbiamo urgenza, per cui in un’arco di 18 mesi è molto probabile si faccia l’operazione».
«Ritengo – aggiunge – che Alpitour debba fare parte delle società con un buon flottante, con l’offerta di una quota più vicina al 40 che al 20%. Penso a una quota significativa, in parte con un aumento di capitale, in parte con cessione di azioni». Nel progetto quotazione resta comunque un punto fermo: «Come Tip vogliamo rimanere azionisti di Alpitour».
Nel frattempo la macchina guidata dal presidente e ad Gabriele Burgio prosegue la sua corsa, che dal post pandemia in poi non si è mai arrestata.
«Il 2025 è stato il migliore anno nella storia del Gruppo che ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro di ricavi con un Ebitda al 7%, pari a 162 milioni, con una crescita del 17,6%. Tra italiani e stranieri i clienti che ci hanno scelto per viaggiare sono stati 3,3 milioni», spiega il numero uno del Gruppo a cui fanno capo anche la compagnia aerea Neos, la catena alberghiera Voihotels e la dmc Jumbo Tours.
Obiettivi per il 2026? «Un +10% di fatturato per avvicinarci ai 3 miliardi previsti dal Piano industriale», spiega sempre Burgio al Sole. «Nella stagione invernale – aggiunge – i clienti della divisione tour operating (magistralmente guidata da Pier Ezhaya, ndr) sono cresciuti dell’11%, mentre i ricavi dell’8%, con le prenotazioni estive che in media vedono un +13% rispetto al 2025 e il +24% per i pacchetti vacanze mare in Italia».
Guardando più da vicino il Piano industriale di Alpitour World, questo prevede investimenti per 450 milioni, circa 80-90 milioni l’anno, nei prossimi cinque anni. Soldi che saranno spesi per acquisire resort e hotel – con particolare attenzione alla linea d’alta gamma VRetreats – innovare strutture già in pancia e imprimere un ulteriore scatto tecnologico con l’Ai, con un team che già conta 200 tecnici ed esperti.
«Abbiamo acquistato nel 2025 due nuove strutture di pregio e siamo in trattativa per altre», anticipa l’ad che punta a raggiungere quota 15 alberghi a 5 stelle entro fine 2027, molti di più degli attuali nove. Ebbene, «quello sarà un numero sufficiente per creare una catena nazionale del lusso», conclude Burgio.


