Alpitour, avviato l’iter per la quotazione

Alpitour, avviato l’iter per la quotazione
20 Febbraio 09:51 2026

Sono tre i chilometri che materialmente separano Piazza Einaudi, headquarter milanese di Alpitour World, da Piazza Affari. Tre i semestri stimati per percorrere tale tragitto. E sempre tre i miliardi di fatturato previsti dal Piano industriale. Numero che in alchimia rappresenta l’armonia. E che nei fatti racchiude il futuro dell’azienda controllata per il 94,5% da Tamburi Investment Partners.

Il lungo, e non semplice, iter per la quotazione in Borsa è stato avviato. Praticamente in tandem con il recente arrivo del 47enne ex Prelios Fabio Panzeri nel ruolo di general manager del Gruppo: passaggio necessario per ridurre – il key man risk agli occhi dei futuri investitori.

La conferma dei movimenti in casa Alpi arriva dal big boss Giovanni Tamburi, fondatore e amministratore di Tip, che affida “la notizia” al Sole 24 Ore: «Nel corso del 2026 o del 2027 ci sarà molta più attenzione per le mid cap. Noi non abbiamo urgenza, per cui in un’arco di 18 mesi è molto probabile si faccia l’operazione».

«Ritengo – aggiunge – che Alpitour debba fare parte delle società con un buon flottante, con l’offerta di una quota più vicina al 40 che al 20%. Penso a una quota significativa, in parte con un aumento di capitale, in parte con cessione di azioni». Nel progetto quotazione resta comunque un punto fermo: «Come Tip vogliamo rimanere azionisti di Alpitour».

Nel frattempo la macchina guidata dal presidente e ad Gabriele Burgio prosegue la sua corsa, che dal post pandemia in poi non si è mai arrestata.

«Il 2025 è stato il migliore anno nella storia del Gruppo che ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro di ricavi con un Ebitda al 7%, pari a 162 milioni, con una crescita del 17,6%. Tra italiani e stranieri i clienti che ci hanno scelto per viaggiare sono stati 3,3 milioni», spiega il numero uno del Gruppo a cui fanno capo anche la compagnia aerea Neos, la catena alberghiera Voihotels e la dmc Jumbo Tours.

Obiettivi per il 2026? «Un +10% di fatturato per avvicinarci ai 3 miliardi previsti dal Piano industriale», spiega sempre Burgio al Sole. «Nella stagione invernale – aggiunge – i clienti della divisione tour operating (magistralmente guidata da Pier Ezhaya, ndr) sono cresciuti dell’11%, mentre i ricavi dell’8%, con le prenotazioni estive che in media vedono un +13% rispetto al 2025 e il +24% per i pacchetti vacanze mare in Italia».

Guardando più da vicino il Piano industriale di Alpitour World, questo prevede investimenti per 450 milioni, circa 80-90 milioni l’anno, nei prossimi cinque anni. Soldi che saranno spesi per acquisire resort e hotel – con particolare attenzione alla linea d’alta gamma VRetreats – innovare strutture già in pancia e imprimere un ulteriore scatto tecnologico con l’Ai, con un team che già conta 200 tecnici ed esperti.

«Abbiamo acquistato nel 2025 due nuove strutture di pregio e siamo in trattativa per altre», anticipa l’ad che punta a raggiungere quota 15 alberghi a 5 stelle entro fine 2027, molti di più degli attuali nove. Ebbene, «quello sarà un numero sufficiente per creare una catena nazionale del lusso», conclude Burgio.

L'Autore

Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

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