La montagna è sempre meno bianca, ma chiama i giovani. All’assemblea dell’Anef – l’Associazione nazionale esercenti funiviari – è riecheggiato forte il richiamo alle nuove generazioni per rafforzare la competitività delle imprese e creare le condizioni per vivere e lavorare in quota tutto l’anno, con un’offerta turistica valida per quattro stagioni.
Una necessità dettata da previsioni poco rosee circa l’innevamento atteso quest’inverno, che – secondo le proiezioni del Centro Europeo Previsioni Meteo (Ecmwf) – sarà molto scarso almeno fino a gennaio inoltrato.
L’assemblea Anef
L’assemblea generale, svoltasi a Milano nell’ambito di Milano Mountain Show, ha dunque scelto di mettere al centro il ricambio generazionale, dando voce ai giovani imprenditori del settore funiviario e agli studenti del Polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano.
Un confronto tra esperienze professionali, competenze e visioni diverse, con l’obiettivo di individuare nuove prospettive per il sistema montagna e rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione.
Dalla disponibilità di competenze qualificate alla necessità di sostenere gli investimenti, dalla destagionalizzazione turistica alla qualità della vita nelle comunità montane, i lavori hanno affrontato le principali sfide di un comparto che svolge un ruolo strategico non soltanto per il turismo, ma anche per l’economia e la tenuta sociale dei territori.
Una tenuta, che per il ministro degli Affari regionali e le autonomìe, Roberto Calderoli, passa attraverso la nuova Legge sulla montagna, con la revisione dei criteri di classificazione dei territori: «La montagna – ha spiegato – non può essere considerata solo d’estate o durante la settimana bianca: è fatta di persone che vivono e lavorano in questi territori tutto l’anno. L’obiettivo è restituire centralità alle comunità montane, garantendo servizi essenziali come sanità e istruzione e creando opportunità per le famiglie, i giovani e le imprese».
Lavoro e formazione le priorità del governo
In rappresentanza del governo è intervenuta Erika Guerri, Capo di gabinetto del ministero del Turismo, che ha richiamato il valore della collaborazione tra istituzioni e operatori per rafforzare l’attrattività delle destinazioni montane: «Al centro abbiamo messo lavoro e formazione, attraverso interventi di diversa natura, per rispondere alle emergenze e dare vita a misure strutturali a sostegno del comparto e degli impianti di risalita, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per la vita e il futuro dei nostri territori».
«Oggi – ha aggiunto – facciamo fatica persino a immaginare una montagna senza impianti di risalita. È una visione che abbiamo condiviso e che dobbiamo continuare a sostenere, lavorando per accrescere il valore che le nostre montagne sono in grado di generare».
La montagna del 2040
Dalle politiche per il territorio al contributo concreto di chi la montagna la vive e la costruisce ogni giorno: l’Assemblea ha dato spazio alle nuove generazioni, chiamate a essere protagoniste del futuro del comparto.
Per la prima volta su un palco così importante sei giovani imprenditori del settore funiviario hanno portato all’Assemblea Anef uno sguardo autentico sulla montagna del 2040.
Ecco quindi Chiara Orleoni (Icemont, Bielmonte), Guglielmo Ghezze (Faloria, Cortina), Daniel Perathoner (Ideallifte, Castelrotto), Giorgio Gamba (Funivie Seggiovie San Martino, San Martino di Castrozza), Elisabeth Vendruscolo (Impianti Falcade Col Margherita, Falcade) e Ian Rocca (Mottolino, Livigno).
Rete, storia, benessere, integrazione, destagionalizzazione ed esperienza sono state le parole chiave che hanno animato i loro interventi, enfatizzando la centralità delle persone oltre alla valorizzazione del patrimonio territoriale. Così come la necessità di integrare servizi e l’opportunità di vivere la montagna durante tutto l’anno.
Ghezzi: «Il futuro è la destagionalizzazione»
Alla presidente Anef, Valeria Ghezzi, il compito di sintetizzare i passaggi chiave della giornata: «La priorità è costruire una montagna capace di vivere quattro stagioni e di offrire opportunità alle nuove generazioni. Il futuro passa dai giovani, dalla loro capacità di portare idee, competenze e visioni nuove».
«Preparare il futuro – ha continuato – significa creare le condizioni perché possano essere protagonisti del cambiamento e della crescita dei territori montani. Bisogna dare la possibilità ai giovani di lavorare e fare impresa; valorizzare le comunità locali che devono vivere tutto l’anno; destagionalizzare attraverso attività outdoor, con offerte plurime che si basino su cultura e sport e investimenti in grado di valorizzare le diverse vocazioni dei territori».
Non ultima, infine, la sfida del cambiamento climatico, che richiede ricerca, tecnologie evolute, efficienza energetica e una gestione responsabile delle risorse, abbinata a una mobilità sostenibile.


