Arrembaggio Carnival: già venduto metà 2017 a tariffe record

Arrembaggio Carnival: già venduto metà 2017 a tariffe record
01 Ottobre 07:00 2026

Carnival ha già venduto metà della capacità disponibile per il 2027, a tariffe record. Intanto l’Europa cresce fino ad affiancare i Caraibi come principale area di deployment del gruppo.

Sono questi i dati che emergono dalla trimestrale di Carnival Corporation e, soprattutto, dalle indicazioni fornite dal management nelle ore successive alla pubblicazione dei conti.

Il colosso crocieristico anglo-statunitense ha chiuso il terzo trimestre con risultati record: ricavi per 8,44 miliardi di dollari e un utile netto di 1,9 miliardi, con l’utile netto adjusted che ha raggiunto i 2 miliardi. I risultati, inoltre, hanno ampiamente superato le aspettative degli analisti. I net yield a valuta costante sono cresciuti del 2,4%, nonostante l’impatto dell’aumento del costo del carburante (+36% su base annua), grazie a una «disciplina dei costi ancora più rigorosa, che ha portato a risultati superiori alle nostre aspettative», ha comunicato la società.

Prenotazioni record

Ciò che emerge maggiormente nelle prospettive del gruppo è l’andamento delle prenotazioni. Carnival ha già venduto circa il 50% della capacità disponibile per il 2027, con livelli record in termini di occupazione e prezzi. Anche il 2028 è partito su livelli superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I depositi versati dai clienti hanno intanto raggiunto 7,6 miliardi di dollari, nuovo massimo per un terzo trimestre e in crescita del 7% rispetto al precedente record.

Il ceo Josh Weinstein ha indicato giugno come il momento di svolta per le prenotazioni, dopo le incertezze geopolitiche della primavera. La domanda ha poi accelerato ulteriormente tra luglio e agosto.

Secondo Weinstein, inoltre, sta cambiando il comportamento del consumatore statunitense, sempre meno disposto a rinunciare alle vacanze, anche in un contesto economico incerto. Una tendenza che, nelle parole del manager, avvicina il mercato Usa a quello europeo, dove il viaggio viene percepito come una voce di spesa più difficilmente sacrificabile.

Europa al 34% della capacità

Per il mercato europeo, il dato più significativo riguarda però il deployment. Nel 2027, l’Europa arriverà a rappresentare il 34% della capacità di Carnival Corporation, la stessa quota dei Caraibi.

Il riequilibrio avverrà in un anno in cui la capacità complessiva del gruppo crescerà appena dello 0,5%, segnale quindi di una redistribuzione della flotta più che di un’espansione generalizzata dell’offerta.

A guadagnare spazio sarà soprattutto il Nord Europa, area sulla quale Carnival vede una domanda crescente. Weinstein ha richiamato anche il fenomeno delle coolcation, la ricerca di destinazioni climaticamente più fresche e di esperienze outdoor, dai fiordi norvegesi all’Islanda.

Il Nord Europa, secondo il management, offre inoltre la possibilità di allungare la stagione e intercetta una domanda trasversale, proveniente sia dal mercato europeo, sia da quello nordamericano.

Una dinamica che coinvolge direttamente anche i brand europei del gruppo, Costa Crociere e Aida Cruises, fortemente presenti nell’area. Weinstein ha sottolineato, in particolare, l’interesse per questi itinerari anche da parte dei mercati dell’Europa meridionale, Italia compresa.

Cresce la spesa prima della partenza

Resta sostenuta anche la spesa dei passeggeri. Carnival segnala una crescita dell’onboard revenue tra i diversi brand e mercati, mentre aumenta il peso degli acquisti effettuati prima dell’imbarco.

Oltre il 50% dei ricavi accessori viene ormai preacquistato prima della crociera, anche attraverso pacchetti e servizi aggiuntivi, lasciando poi ulteriore capacità di spesa al cliente una volta a bordo.

Continua, parallelamente, la strategia del gruppo sulle destinazioni private. Celebration Key ha accolto quasi 2,5 milioni di ospiti nel suo primo anno e, con l’entrata in funzione del secondo molo, dovrebbe raggiungere circa 3,5 milioni di passeggeri nel 2027, con 31 navi programmate contro le 26 attuali. Dalla fine del prossimo anno, sono previsti nella destinazione anche alcuni scali di Costa e Aida.

Sul fronte finanziario, infine, Carnival ha alzato a 2,24 dollari per azione la previsione di utile adjusted per l’intero esercizio 2026. Il miglioramento operativo rispetto alle previsioni formulate a giugno supera i 150 milioni di dollari, consentendo al gruppo di assorbire anche l’aumento dei costi del carburante.

Foto di proprietà di Carnival
  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore

Patrizio Cairoli
Patrizio Cairoli

Guarda altri articoli