Calendario scolastico, la chimera della riforma

Calendario scolastico, la chimera della riforma
26 Gennaio 12:35 2026

O troveremo una via o ne costruiremo una. Senza avere la pretesa di essere Annibale, Daniela Santanchè indica quella che passa (anche) per la scuola per raggiungere la meta della destagionalizzazione, attraverso «l’allineamento dei calendari», tagliando 10 giorni di vacanze estive con più pit stop durante l’anno. Il piano, rilanciato dal ministro del Turismo, va comunque concertato con il collega dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

Va bene, ma chi decide? Le Regioni, che potranno scegliere quando programmare le soste nel corso dell’anno scolastico, in base a esigenze locali e climatiche. Detta così sembra facile.

Al Forum Internazionale del Turismo di Milano Santanchè ha parlato di «un confronto aperto con Valditara», ma per ora – a quanto avrebbe appreso l’Ansa da fonti vicine al ministero dell’Istruzione – sarebbe solo un’idea: “Allo stato attuale non ci sono proposte concrete su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico, eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno”.

Anche l’associazione dei presidi conferma che “non c’è nulla di concreto”, anche se l’idea non dispiace, ma è irrealizzabile per la mancanza di risorse.

A questo punto torniamo al Palazzo del Ghiaccio di Milano, teatro della proposta rivoluzionaria del ministro Santanchè.

REVISIONE DEI CALENDARI PER FAVORIRE IL TURISMO

Sul menù del Forum la portata principale è l’undertourism, vale a dire come investire sul 96% del territorio italiano ancora poco conosciuto, mentre i turisti si riversano su appena il 4% del Paese. Lo svolgimento del tema è noto: bisogna destagionalizzare il turismo e cambiare le abitudini degli italiani. E qui Santanchè gioca la carta della riforma del calendario scolastico.

In sostanza l’idea è quella di posticipare la fine delle lezioni a giugno oppure di anticiparne la ripresa a settembre, spalmando le ferie estive durante l’anno, integrando il calendario scolastico con modelli europei “più moderni e flessibili”, in grado di sostenere il turismo per tutti e 12 i mesi. In questo modo, sottolinea ancora il ministro, si può contrastare efficacemente l’overtourism.

Il potere decisionale spetterebbe alle Regioni, che potrebbero redistribuire in piena autonomia un “pacchetto di 10 giorni ricavato dalle vacanze estive

Le regioni costiere, ad esempio, potrebbero confermare lo status attuale, per sfruttare al massimo l’estate. Quelle montane, invece, potrebbero decidere di allungare di tre giorni le vacanze natalizie, inserendo una settimana bianca a febbraio. Le aree collinari potrebbero pumtare sul periodo di Pasqua o sull’autunno.

Già a Milano il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha dato il suo placet al “lodo Santanchè”: «Serve un piano di sistema, un piano industriale del turismo che credo sia la via giusta». Anche le associazioni di categoria — albergatori, affittacamere, b&b, agenzie di viaggi — sono favorevoli.

Favorevole anche Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria: «Aidit ha posto questa esigenza direttamente all’attenzione del ministro già in occasione del Forum di Firenze di due anni fa, proponendo una modulazione più razionale degli school break. I benefici sono evidenti e misurabili: destagionalizzazione dei flussi, riduzione della pressione sulle destinazioni più esposte all’overtourism, maggiore continuità operativa per le imprese, economie di scala nella gestione e una più equilibrata modulazione dei prezzi, con un conseguente recupero di potere d’acquisto per le famiglie».

E VALDITARA?

C’è, però, un piccolo problema: bisogna convincere Valditara. Già, perché da un lato filtrerebbe un leggero stupore dal ministero dell’Istruzione  – “Non ne sapevamo nulla” – forse per non gettare nel panico sindacati di insegnanti e personale amministrativo, non ancora consultati nel merito. Dall’altro, secondo fonti governative i due ministri ne avrebbero già discusso a margine del Consiglio dei ministri di martedì scorso. In ogni caso potrebbero incontrarsi già in settimana, per iniziare ad articolare, anche a livello tecnico, la proposta di Santanchè.

Il dialogo tra Santanchè e Valditara punterebbe a una revisione graduale dei piani scolastici, con l’inserimento di viaggi formativi alla scoperta dell’Italia meno conosciuta e legata al Made in Italy.

I PRESIDI: «BELLO E IRREALIZZABILE»

Unici chiamati in causa i presidi. In un’intervista a Repubblica, Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, ha tagliato corto: «L’idea di Santanchè non è sbagliata, ma irrealizzabile. Dal punto di vista pedagogico potrebbe essere valida, ma non ci sono le risorse. E comunque sul tavolo non c’è nessuna proposta concreta».

Per chi suona la campanella?

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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