Caos aeroporti Uk, Iata attacca: «L’ente di controllo paghi i danni»

31 Agosto 13:24 2023 Stampa questo articolo

Un danno di oltre 120 milioni di euro: è questa la stima calcolata da Iata dei costi subiti dalle compagnie aeree a seguito del recente guasto del controllo del traffico aereo nel Regno Unito che si è riversato sull’intero sistema di collegamenti aerei europeo.

L’incidente operativo è stata l’occasione colta dall’organizzazione che rappresenta oltre 290compagnie aeree per lanciare una pubblica denuncia nella quale il suo direttore generale, Willie Walsh, sollecita l’assunzione delle responsabilità per la grave interruzione del controllo del traffico aereo che ha provocato disagi a migliaia di utenti, rilanciando l’istanza di trasferire ai responsabili del guasto l’intero ammontare dei costi sostenuti dai vettori.

Dal canto loro i servizi nazionali del traffico aereo (Nats) si sono limitati ad ufficializzare le “scuse” per il caos nei cieli che ha generato la cancellazione di oltre 1.000 voli,  aggiungendo soltanto la precisazione che non si è trattato di un “attacco informatico”.  Una dichiarazione  giudicata “inaccettabile” da Iata che a questo punto sollecita l’adozione da parte di Caa (Civil Aviation Authority) di nuove regole chiare che stabiliscano anche quale automatismo attivare per il risarcimento dei danni a seguito dell’accertamento delle specifiche responsabilità.

Nello specifico Walsh ha espresso la sua preoccupazione per un sistema ingiusto che costringe i vettori a coprire costi ingenti derivanti da fattori al di fuori del loro controllo, sottolineando che le compagnia aeree associate sono ancora gravate da perdite Covid considerevoli causate dalla pandemìa, e mostrano crescenti preoccupazioni a causa di normative e situazioni come il recente black out del sistema di controllo nel Regno Unito.

Walsh, che tra l’altro nel recente passato è stato amministratore delegato di British Airways, ha quindi espresso esplicitamente la necessità che la compagnia responsabile si assuma la responsabilità finanziaria per le diffuse interruzioni dei voli, con l’istituzione di protocolli per impedire il trasferimento di questi oneri finanziari sulle compagnie aeree.

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