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Caos Ees, ipotesi sospensione estiva a Roma

Ees da adobe

Dovevano portare il futuro nel presente, invece per ora sono un problema acclarato. I controlli biometrici Entry/Exit System (Ees) non decollano, tanto che Aeroporti di Roma non ne esclude la parziale sospensione durante il picco del traffico estivo.

«Siamo molto preoccupati, c’è il rischio caos con i controlli biometrici in entrata Ue», ammette l’amministratore delegato, Marco Troncone, in un’intervista al Financial Times ripresa dall’Ansa.

Insomma, il nuovo sistema digitale europeo per registrare gli ingressi di cittadini extra-Ue – che ha sostituito i timbri manuali sui passaporti ed è pienamente operativo dal 10 aprile 2026, anche se il lancio definitivo è slittato da novembre 2026 a marzo 2027 – si sta dimostrando incompatibile con i volumi di traffico aereo.

Già ad aprile, ad esempio, pesanti disagi a Milano Linate, con lunghe code che hanno impedito a oltre 100 passeggeri di salire su un volo, poi partito semivuoto.

I TORMENTI DI TRONCONE

L’ad di Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, è netto: «Il nuovo sistema può generare code e attese oltre il livello di guardia a luglio e agosto: non è realistico registrare il 100% dei passeggeri. E allora va rallentato, limitando i controlli biometrici alle frontiere. Altrimenti si rischia il disastro».

E Troncone non è una voce fuori dal coro, anzi. Gli aeroporti segnalano che le postazioni automatizzate non funzionano sempre come previsto. E anche i viaggiatori già registrati nell’Ees, che in teoria dovrebbero seguire un percorso più rapido, sono spesso costretti a ripetere l’intera procedura, contribuendo così ad aumentare il caos.

Così Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, l’associazione degli aeroporti europei, non usa giri di parole: «I processi devono funzionare meglio. Il nodo principale è l’automazione. Le postazioni self-service sono concepite per accelerare i controlli, ma al momento non garantiscono la fluidità necessaria».

Secondo le regole, spiega Jankovec, gli aeroporti dovrebbero ottenere un’autorizzazione specifica per sospendere i controlli. Tuttavia, diversi gestori hanno già interrotto o ridotto l’applicazione del sistema per riuscire a gestire i flussi, prima ancora dell’imminente impennata.

Anche Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree, avverte che negli scali più esposti i tempi di attesa potrebbero raggiungere le sei ore.

GRECIA IN ANTICIPO

In Grecia si sono mossi in anticipo. Per evitare disagi, all’inizio di giugno alcuni aeroporti hanno consentito ai cittadini britannici di evitare i controlli Ees.

La questione, però, non riguarda solo gli scali dell’Unione europea. Anche a Londra e Istanbul il timore è che i ritardi accumulati sui voli diretti verso l’area Schengen possano generare effetti a catena sugli operativi.

Se infatti un numero elevato di passeggeri resta bloccato in coda fino a causare ritardi nelle partenze, l’impatto può propagarsi rapidamente in tutta la regione.

La conferma arriva da Selahattin Bilgen, amministratore delegato dell’aeroporto di Istanbul: «I cittadini turchi viaggiano più di prima e al loro primo ingresso nell’Ue rischiano di incontrare difficoltà legate alla nuova procedura».

LA REPLICA DELL’UE

Parola alla difesa: Bruxelles alza le barricate a protezione dell’Ees. Un portavoce della Commissione europea ha assicurato che il sistema «è pienamente operativo in tutti i Paesi Schengen e sta funzionando correttamente».

I lunghi tempi di attesa, sottolinea l’Ue, non dipendono necessariamente dall’Ees, ma spesso da problemi già esistenti: mancanza di personale, limiti infrastrutturali e concentrazione dei voli in determinate fasce orarie.

La Commissione ricorda inoltre che le norme prevedono margini di flessibilità per mantenere fluide le frontiere, soprattutto in vista dell’estate. Non è esclusa la sospensione temporanea, ma spetta agli Stati membri garantire comunque la corretta applicazione del sistema sul proprio territorio.

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