Nelle prossime settimane di punta della stagione estiva molti aeroporti europei rischiano di andare in tilt per le code causate dalle procedure Ees (Entry/Exit System), il sistema informatico digitalizzato per gli ingressi e le uscite dei cittadini extra-Shenghen. Durante il suo intervento al Congresso annuale di Aci Europe, a Praga, Stefan Schulte, presidente dell’associazione che rappresenta oltre 600 aeroporti in 55 Paesi del vecchio continente, ha esortato la Commissione Ue a presentare una strategia per l’aviazione che rafforzi la competitività dell’Europa, consentendo al settore di investire, innovare, migliorare la resilienza e accelerare la decarbonizzazione. E tra le sfide più impegnative c’è l’impatto operativo del sistema Ees, oltre alla connettività regionale e la sua sostenibilità.
Nel corso di una discussione con Magda Kopczyńska, direttrice generale per la Mobilità e i Trasporti della Commissione europea, Schulte ha infatti espresso preoccupazioni circa le conseguenze operative del sistema Ees e il suo impatto sui flussi di passeggeri negli aeroporti europei, a partire da quest’estate in cui si chiede all’Ue di agire nel segno della flessibilità.
«In questo momento – ha dichiarato esplicitamente Schulte – il sistema Ees è ciò che tiene svegli la notte me e molti altri amministratori delegati di aeroporti in tutta Europa. I passeggeri fanno la fila per ore nelle ore di punta e non so proprio come riusciremo a gestire nelle prossime settimane l’aumento previsto del traffico. Il Commissario europeo per gli Affari interni Magnus Brunner e i ministri degli Interni devono smettere di fingere che la situazione sia gestibile e che l’Ees funzioni a meraviglia. Non è così. Abbiamo urgente bisogno della massima flessibilità per le autorità di controllo delle frontiere, che consenta loro di sospendere l’Ees ogniqualvolta necessario per evitare caos, e di una revisione di tali procedure. Si tratta di mostrare rispetto e decenza nei confronti di coloro che scelgono di viaggiare nell’Ue e di salvaguardare la nostra reputazione di destinazione accogliente ed efficiente».
L’appello è stato lanciato in vista del documento ufficiale della Commissione europea, previsto per fine anno, nel quale verrà ufficializzata la strategia per l’aviazione commerciale. «Nell’ultimo decennio – ha ricordato Schulte – la politica dell’Ue si è concentrata quasi esclusivamente sulle nostre esternalità negative. Pur dovendo continuare ad affrontare l’impatto climatico e acustico, l’Europa non può più ignorare il valore strategico dell’aviazione. La connettività aerea è alla base del mercato unico, alimenta il turismo e l’economia dell’esperienza. Collega le regioni, attrae investimenti e sostiene milioni di posti di lavoro. Tutto ciò significa che l’aviazione è fondamentale per la competitività, l’autonomia strategica, la coesione e il posizionamento globale dell’Ue».
A tal proposito Schulte ha delineato cinque priorità che, a suo avviso, dovrebbero costituire la base della futura politica aeronautica europea: innanzitutto preservare la capacità aeroportuale con una adeguata riforma del Regolamento Ue sugli slot aeroportuali per modernizzare le assegnazioni; in seconda battuta, un efficace sostegno agli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali: secondo Aci Europe, infatti, il fabbisogno di investimenti aeroportuali in tutta Europa è stimato in 360 miliardi di euro nei prossimi decenni.
Terzo passaggio chiave riguarda il sostegno finanziario agli aeroporti regionali minori, nonché un costante finanziamento per i programmi di ricerca e di implementazione di Sesar, la semplificazione delle procedure di certificazione per le apparecchiature di sicurezza aerea con la rimozione degli ostacoli normativi che precludono la diffusione delle tecnologie biometriche negli aeroporti europei ed infine una efficace accelerazione degli incentivi per la decarbonizzazione del sistema aeroportuale europeo.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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