«Caos voli, non è finita».
L’allarme di Mr United

«Caos voli, non è finita».<br> L’allarme di Mr United
20 Gennaio 09:30 2023 Stampa questo articolo

Il 2023 sarà ancora un anno caratterizzato dal caos voli, almeno in America. Lo ha detto senza mezzi termini il ceo di United Airlines, Scott Kirby, durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio. L’amministratore delegato ha avvertito che i viaggiatori devono aspettarsi «numerosi disagi anche quest’anno» perché le compagnie aeree statunitensi hanno venduto più voli di quanti possano essere realmente operati.

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Scott Kirby

«Le compagnie aeree che cercano di volare agli stessi livelli del 2019 saranno costrette a tagliare collegamenti – ha detto Kirby – Raggiungere gli obiettivi di capacità fissati per il 2023 per le compagnie aeree americane sarà irrealizzabile: il sistema non è in grado di gestire l’attuale volume di traffico, tanto meno la crescita prevista per i prossimi mesi. Chiunque cerchi di gestire oggi una compagnia aerea come faceva nel 2019 è destinato a fallire».

CARENZA DI PILOTI E TECNOLOGIA OBSOLETA

Ancora una volta a pagare il prezzo più alto, in tutti i sensi, saranno i passeggeri dei vettori, segnala Scott Kirby. E le ragioni di questo caos alle porte sono da ricercare nella carenza di piloti e di nuovi aerei, ma anche alla tecnologia obsoleta che pervade l’operatività sia delle compagnie aeree dia della Faa, l’ente regolatore dell’aviazione statunitense. Solo durante gli ultimi 20 giorni, per esempio, gli Usa hanno visto il crollo di Southwest Airlines (tra maltempo e sistema di gestione tecnologico antiquato la compagnia ha cancellato 16.700 voli in pochi giorni, ndr) e il sistema federale dei voli andare in tilt per un guasto informatico.

BASSA DOMANDA PER L’ASIA
Proprio in queste ore, infine, l’associazione Airlines for America (A4A) ha richiesto al dipartimento dei Trasporti Usa un’estensione delle esenzioni dalla regola degli slot aeroportuali per determinate rotte verso la regione Asia-Pacifico. In questo caso la motivazione ufficiale sarebbe che la domanda per questi mercati (Cina e Giappone su tutti) rimane “fortemente depressa”.

L’esenzione dalla regola dell’80% (minimo di voli da operare sullo slot per non perderne i diritti)  dovrebbe valere per tutta l’estate 2023 per le rotte su Cina e Tokyo Haneda.

ACCETTARE UN NUOVO PARADIGMA

C’è «una nuova matematica per le compagnie aeree – secondo il ceo di United – che significa accettare costi più elevati per poter far funzionare un network in maniera affidabile. Altrimenti, i disagi continueranno fino a quando le compagnie aeree non saranno intellettualmente oneste da riconoscere i cambiamenti strutturali post Covid che hanno reso le operazioni meno efficienti». United per esempio, prevede che nel 2023 il suo costo per sedile per miglio (escluse le spese di carburante) crescerà di 12 centesimi, ovvero il 15% in più rispetto al 2019.

Nel frattempo, il vettore Usa ha registrato un utile netto nel 2022 di 737 milioni di dollari, segnando il suo primo anno di ritorno all’utile dal 2019. La compagnia statunitense ha inoltre registrato nell’ultimo trimestre del 2022 la migliore performance operativa trimestrale dell’anno in tre dei suoi principali hub.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore. Specializzato in trasporto aereo, network di agenzie di viaggi, tecnologia, estero, economia e fiere internazionali.

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