L’impennata dei prezzi del carburante, dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, avrà un impatto «significativo» sui risultati finanziari della compagnia aerea in questo trimestre. Lo ha detto il ceo di United Airlines, Scott Kirby, aggiungendo che la domanda è rimasta resiliente.
Il carburante per aerei, la principale voce di spesa per le compagnie aeree dopo la manodopera, è aumentato del 58% in una settimana, toccando giovedì i 3,95 dollari al gallone, secondo l’Argus U.S. Jet Fuel Index.
«Se continua così – si legge sul sito della Cnbc – la sentiremo anche nel secondo trimestre», ha dichiarato Kirby, dopo un evento tenutosi presso la Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences, in cui ha discusso del futuro del trasporto aereo.
United, come la maggior parte delle principali compagnie aeree statunitensi, non applica coperture sul carburante, una pratica con cui le compagnie aeree o altre aziende bloccano i prezzi utilizzando contratti future o altri prodotti. Un Boeing 737-800, per esempio, può contenere 6.875 galloni di carburante, secondo una guida del produttore.
«Nessuno si copre più e, anche se lo si fa, è davvero difficile coprirsi dal crack spread», ha detto Kirby. Il crack spread è la differenza tra il prezzo del petrolio greggio e quello di prodotti come la benzina. Alla domanda su quando l’aumento dei costi del carburante inizierà a influenzare le tariffe aeree, Kirby ha risposto che «probabilmente inizierà rapidamente».
Il ceo ha poi aggiunto che la domanda di viaggi rimane complessivamente resiliente, con un fatturato prenotato in aumento del 20% rispetto a un anno fa. La domanda «non ha fatto nemmeno un piccolo passo indietro».
I suoi commenti sono un primo segnale di come le compagnie aeree globali siano state colpite dalla guerra, che ha lasciato più di un milione di persone bloccate dopo la cancellazione di oltre 25mila voli, costringendo i clienti a trovare alternative al caos aereo in Medio Oriente.
BEAR MARKET
Intanto, le azioni delle compagnie aeree statunitensi sono scivolate in un bear market (mercato ribassista). L’indice S&P Supercomposite Airlines Industry ha chiuso in ribasso del 4,1%, venerdì, prolungando il calo per il sesto giorno consecutivo, ha fatto notare l’agenzia. L’indice è in calo di oltre il 22% rispetto al massimo pluriennale registrato appena il mese scorso. Un calo del 20% o più rispetto al picco è definito mercato ribassista.
L’impennata dei prezzi del jet fuel rappresenta una “minaccia esistenziale” per le compagnie aeree, ha avvertito venerdì Deutsche Bank. Il settore ha subito gravi danni quando i prezzi del carburante sono aumentati nel 2005, spingendo Delta Air Lines e Northwest Airlines a ricorrere al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense.
«Le compagnie aeree di tutto il mondo potrebbero essere costrette a lasciare a terra» migliaia di aerei a causa della guerra in Iran, ha scritto l’analista Michael Linenberg, in una nota. «Alcune delle compagnie aeree finanziariamente più deboli del settore potrebbero interrompere le operazioni».
Sebbene le compagnie aeree statunitensi siano in gran parte isolate dalle interruzioni dei viaggi che hanno travolto il Medio Oriente, il carburante per aerei può pesare fino al 30% dei loro costi: un’esposizione indiretta notevole.
Rothschild & Co. Redburn ha declassato il rating di American Airlines Group, prevedendo che la compagnia aerea registrerà una perdita, quest’anno. Jefferies ha affermato che ogni variazione del 5% nella stima dei prezzi del carburante nel 2026 si traduce in un impatto dal 5% al 10% sugli utili per azione di Delta e United Airlines. Per American Airlines, rappresenta un impatto del 35% in entrambe le direzioni.
Le compagnie aeree statunitensi aumenteranno i prezzi dei biglietti per compensare i costi del carburante, secondo l’analista di Bloomberg Intelligence George Ferguson, che ritiene che le compagnie aeree possano superare la crisi.
«Non sto dicendo che i profitti saranno buoni, ma argineranno le perdite», ha affermato Ferguson. «E il mercato statunitense è sufficientemente distante dal Medio Oriente da far sì che la domanda regga bene». «Altre considerazioni importanti includono l’impatto negativo dell’aumento dei prezzi del carburante sull’economia statunitense, e più specificamente sulla domanda di viaggi aerei, in particolare tra i consumatori più sensibili al prezzo», ha scritto Deutsche Bank.


