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Caro voli, tavolo al Mimit.
Urso: «Miglioreremo il decreto»

aereo voli volo

Nel cosiddetto “Parlamentino” del Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso, sono ore importanti: quelle del tavolo con le compagnie aeree sul discusso decreto anti caro voli. La posizione del ministro, ribadita a Sky Tg24, è ben chiara: «Tre autorità terze – Antitrust, Trasporti e Enac – hanno giudicato la norma in piena rispondenza delle linee europee. L’obiettivo è tutelare gli utenti, in particolare quelli che non hanno alternative per raggiungere le isole, Sicilia e Sardegna». Sempre Urso ha sottolineato: «Nei momenti di picco il prezzo dei biglietti aerei ha superato i 1.000 euro. Anche in occasione dell’alluvione in Emilia Romagna, quando non potevano circolare auto e treni, i biglietti aerei hanno superato i 1.000 euro: questo si chiama sciacallaggio».

Riguardo al tavolo al Mimit, il ministro ha poi evidenziato: «È iniziato un confronto molto importante, significativo e costruttivo con tutti gli attori del sistema aereo nel nostro Paese, che servirà anche eventualmente a migliorare il decreto legge in esame in Parlamento». I possibili aggiustamenti riguarderanno «sia il diritto dei consumatori e soprattutto i più deboli nelle tratte senza alternative di mercato, cioè in Sicilia o durante gli eventi catastrofali», sia «la possibilità di conferire alle Authority competenti maggiori e più significativi poteri per garantire ai consumatori, ma anche agli altri attori che agiscono in questo Paese, la massima trasparenza sulla formazione dei prezzi, sulle risorse che ciascun aeroporto investe per migliorare la sua connettività. Insomma – ha concluso Urso – per garantire un mercato davvero più equo che consente a tutti di operare al meglio e sviluppare il traffico nel nostro paese».

O’LEARY CHIEDE LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE ENAC

Intanto, non molla di un centimetro Ryanair e continua con il suo battage contro il governo italiano. Dopo l’annuncio dei tagli in Sardegna, l’affondo sul “decreto spazzatura” nella doppia conferenza di martedì scorso e la richiesta di “ritirare” la norma contenuta nel dl Asset, ora la low cost guidata da Michael O’Leary vuole le dimissioni del presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, “per il falso rapporto presentato al governo Italiano sul prezzo dei biglietti aerei”.

Il vettore sottolinea “i molteplici errori nel rapporto Enac, tra cui false affermazioni su biglietti aerei (inesistenti) da 1.000 euro, false affermazioni su algoritmi inesistenti relativi a telefoni cellulari, geolocalizzazioni o browser internet e false affermazioni su regimi di oligopolio nel mercato italiano”.

“I commenti di Di Palma, che afferma erroneamente che esiste un “oligopolio” in Italia – si legge nella nota Ryanair – mostrano quanto sia poco informato sulla gestione delle compagnie aeree. Nel primo caso, un oligopolio richiede che gli ostacoli all’ingresso sul mercato e/o la collusione dei prezzi tra i partecipanti sia reale. Non vi è alcuna barriera all’ingresso sulle rotte nazionali verso la Sicilia o la Sardegna. Ryanair si è offerta di aggiungere capacità su queste rotte e abbassare ulteriormente le tariffe aeree se il governo italiano eliminerà l’addizionale municipale imposta per finanziare le pensioni degli ex piloti Alitalia. Non ci sono barriere all’ingresso se non il decreto illegale, e ancora inspiegabile, sul controllo dei prezzi del ministro Urso”.

«Il falso rapporto dell’Enac – afferma lo stesso O’Leary – dimostra che il suo presidente non è idoneo a supervisionare le attività dell’Enac. Le false affermazioni sugli oligopoli mostrano la sua incompetenza sull’economia delle compagnie aeree».

Immancabile il passaggio sull’ingresso di Lufthansa in Ita Airways, ancora in attesa del via libera Ue: «Se era davvero preoccupato per gli oligopoli, allora perché l’Italia propone di vendere Ita a Lufthansa, la compagnia aerea con le tariffe più alta d’Europa? La vendita di Ita a Lufthansa ridurrà il numero di concorrenti nel mercato italiano, ma Di Palma e l’Enac non sembrano avere problemi con questa vendita, che ridurrà la concorrenza e aumenterà ulteriormente le tariffe Ita».

DI PALMA REPLICA: «A DISPOSIZIONE DEL GOVERNO»

Da qui la richiesta a Di Palma di «dimettersi, per aver fuorviato il ministro Urso, e consentire a qualcuno competente di fare questo lavoro. È responsabilità dell’Enac fornire una consulenza accurata e lecita al governo italiano. L’aviazione italiana sarebbe meglio servita, nominando qualcuno competente per la carica di presidente dell’Enac, garantendo che i rapporti inviati governo Italiano contengano informazioni fattuali, supportate da prove e consulenze legali accurate». La reazione di Di Palma? «Il mio mandato è sempre a disposizione del governo del nostro Paese», riferiscono le agenzie.

LA POSIZIONE DEL TURISMO ORGANIZZATO

Sulla questione è intervenuta anche Fto, la federazione turismo organizzato: «Nessuno può negare i benefici che Raynair ha portato in termini di flussi turistici all’Italia, ma la compagnia irlandese non deve permettersi di utilizzare certe parole e certi toni nei confronti di un provvedimento del governo italiano che cerca di affrontare problemi e anomalie reali nel mercato del trasporto aereo del nostro Paese», dichiara il suo presidente Franco Gattinoni, che ne approfitta per invitare «il vettore irlandese ad aiutarci a valorizzare ulteriormente il suo lavoro, consentendo una efficace sinergia con la filiera del turismo organizzato, collaborazione che finora è troppo spesso mancata».

Da Gattinoni, poi, la richiesta a Enac «di assicurare sempre di più il rispetto, non costantemente garantito, della legge sui diritti dei passeggeri che prevede obblighi di informazione, assistenza, riprotezione e indennizzo per i viaggiatori».

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