Pozzuoli, slitta il processo.
E Palmucci patteggia

Pozzuoli, slitta il processo. <br>E Palmucci patteggia
10 Aprile 13:35 2024 Stampa questo articolo

Stop immediato per un’irregolarità nel collegio dei magistrati. Rinviata al 9 maggio al Tribunale di Napoli la prima udienza del processo, celebrato con giudizio immediato, su corruzione e turbativa d’asta nell’affidamento e nella gestione del Rione Terra a Pozzuoli.

Tra gli imputati l’ex sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l’imprenditore Salvatore Musella – entrambi ai domiciliari – e l’ex dirigente del Pd, Nicola Oddati, al quale erano stati revocati i domiciliari già a febbraio, anche in relazione alle condizioni di salute della figlia che si trova invece a Napoli. Nessuno di loro era presente in aula.

Niente più domiciliari, da oltre un mese, anche per l’ex presidente di Enit e vicepresidente di Confindustria Alberghi, Giorgio Palmucci, che ha chiesto il patteggiamento.

«Un’udienza interlocutoria – ha spiegato il legale di uno degli imputati – perché il collegio era composto in maniera anomala, solo da due giudici togati e un giudice onorario. Con un collegio adeguato inizierà il vero processo con le questioni preliminari e le richieste delle prove».

L’inchiesta della Procura di Napoli ruotava intorno a una vicenda legata agli appalti, tra il 2021 e il 2022, relativa alla riqualificazione del Rione Terra, storico primo nucleo di Pozzuoli. Le indagini della Squadra Mobilee della Guardia di Finanza si erano concentrate su un caso di presunta «corruzione per ottenere l’aggiudicazione di altra pubblica concessione e uno di intermediazioni illecite, sia per la conversione in struttura alberghiera del Rione Terra, che per ulteriori appalti pubblici».

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