Non è cinese, come molti si aspettavano. Bensì francese, come storia impone. Sarà Stéphane Maquaire il prossimo presidente di Club Med dopo il sofferto addio di Henri Giscard d’Estaing, costretto dopo 22 anni a lasciare il timone del Gruppo turistico controllato dal 2015 dal fondo asiatico Fosun.
Secondo la stampa d’Oltralpe, la new entry Maquaire, ex numero uno di Carrefour in Brasile, è un manager esperto nei mercati internazionali (soprattutto emergenti) e nei processi di trasformazione aziendale.
In una lettera ai dipendenti, Giscard d’Estaing ha parlato di una “revoca di fatto”, sottolineando di non essere stato coinvolto nella transizione. Un addio amaro, al termine di una lunga stagione che ha visto Club Med cambiare pelle: da villaggi boho-chic a resort di lusso, con un forte orientamento all’esperienza e al turismo internazionale di fascia alta.
Da parte loro, i cinesi Fosun hanno tenuto a precisare che il processo di successione è “ancora in corso” e che il cuore decisionale di Club Med – che proprio quest’anno compie 75 anni – “resterà in Francia”.
Stéphane Maquaire non è nuovo alle grandi sfide. Laureato all’École des Ponts et Chaussées, ha lavorato per Arthur Andersen, Unibail-Rodamco, Monoprix, Vivarte e Manor prima di entrare in Carrefour nel 2019. Da allora ha guidato le attività del Gruppo francese in Argentina e in Brasile, il secondo mercato più importante dopo la Francia. Un curriculum che lascia presagire una visione internazionale solida.
Quali sfide dovrà affrontare ora il nuovo presidente? Preservare l’identità francese del marchio all’interno di un Gruppo il cui azionista di maggioranza è cinese; espandere i resort all inclusive d’alta gamma nel mondo con focus su Africa, Sudamerica e nuove destinazioni; innovare prodotti e i servizi rendendo l’offerta più digitale, flessibile e attrattiva per i nuovi target; difendere il posizionamento premium raggiunto in questi anni.
In buona sostanza, Maquaire dovrà rinnovare senza snaturare. Un’impresa che si preannuncia complessa.


