Colosseo, sos biglietti: l’Antitrust contro Musement & Co.

Colosseo, sos biglietti: l’Antitrust contro Musement & Co.
18 Luglio 13:45 2023 Stampa questo articolo

I bot dei grandi rivenditori di esperienze “si mangiano” i biglietti del Colosseo, svuotando i sistemi di vendita di CoopCulture e impedendo ai turisti l’acquisto diretto. È questa l’accusa che grava sui big dell’online – Musement, Viator, GetYourGuide e Tiqets – e sul rivenditore ufficiale CoopCulture.

Accusa lanciata negli ultimi mesi sia da vari articoli di stampa sia da Fiavet (che aveva denunciato la non reperibilità dei biglietti anche per il turismo organizzato) e che ora è al vaglio dell’Antitrust italiano.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti avviato un’istruttoria nei confronti di Società Cooperativa Culture (CoopCulture), Musement, GetYourGuide, Tiqets e Viator per il servizio di vendita dei biglietti per l’ingresso al Parco Archeologico del Colosseo, che comprende le aree dell’Anfiteatro Flavio-Colosseo, del Palatino, del Foro Romano e della Domus Aurea.

Secondo la nota stampa dell’Autorità, guidata dal presidente Roberto Rustichelli, i consumatori non riuscirebbero quindi ad acquistare i biglietti sul sito del rivenditore ufficiale CoopCulture perché verrebbero acquistati in massa dai suddetti rivenditori secondari.

L’indagine dell’Antitrust

“Sin dalla fine del 2022 e nella prima metà del 2023, i biglietti per l’ingresso al Colosseo si sono esauriti subito dopo l’emissione sul sito di CoopCulture, mentre sono rimasti disponibili sulle piattaforme dei grandi operatori di intermediazione (Musement, GetYourGuide, Tiqets e Viator) che presumibilmente li acquistano in massa grazie all’impiego di sistemi automatici di acquisto; i cosiddetti bot”, sottolinea l’Antitrust.

Ne consegue che, secondo l’Autorità, “in seguito i biglietti vengono rivenduti a prezzo maggiorato sui propri canali, di solito in combinazione con altri servizi, quali ad esempio l’audioguida (in varie lingue oltre all’italiano), il servizio di guida turistica, il prelievo presso l’albergo, il giro turistico della città, la possibilità di saltare la fila”.

I sospetti dell’Antitrust riguardano anche CoopCulture che, in qualità di rivenditore ufficiale, “sembra non aver predisposto sistemi idonei ad evitare l’accaparramento dei biglietti messi in vendita da parte di rivenditori alternativi, privando così i consumatori della possibilità di acquistare i titoli di accesso al prezzo ordinario”.

I funzionari dell’Autorità hanno svolto, quindi, ispezioni nelle sedi delle società Cooperativa Culture (CoopCulture) e Musement S.p.A. con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Come funziona il secondary ticketing

A fine giugno, l’associazione delle guide turistiche abilitate (Agta) aveva denunciato il meccanismo. «Il mercato parallelo dei biglietti è cresciuto negli ultimi mesi, in gran parte a causa dell’aumento del turismo – aveva detto a Il Post la presidente dell’associazione, Isabella Ruggiero – ormai è impossibile trovare biglietti anche online. Le piattaforme utilizzano i bot, dei programmi che all’apertura delle fasce orarie in pochi secondi si accaparrano migliaia di biglietti, li comprano anche senza sapere a chi andranno, mettendoli in vendita con il secondary ticketing».

La direzione del Parco archeologico avrebbe confermato che le piattaforme utilizzano i bot per accaparrarsi i biglietti. «Hanno sistemi molto sofisticati che riescono a mimare perfino la lentezza umana nelle operazioni di acquisto, è difficile bloccarli», spiega un funzionario sempre al giornale Il Post.

Il caso CoopCulture-Cns

A fine maggio, anche Fiavet aveva denunciato le difficoltà per tour operator e agenzie nell’acquistare i biglietti, sottolineano anche la situazione di stallo dovuta al passaggio di consegne da CoopCulture a Cns-Consorzio nazionale dei servizi per la gestione della biglietteria.

“CoopCulture non è più il gestore della biglietteria del Parco Archeologico del Colosseo di Roma da gennaio 2023, almeno a quanto attestano i media, ma nessun operatore turistico che lavora giornalmente con questo fornitore ha ricevuto comunicazione in merito all’assegnazione del bando ad altro gestore. Chi lavora quotidianamente nel turismo apprende solo verbalmente che la gestione Coopculture continuerà  in proroga fino a luglio, ma altre voci, sempre non ufficiali, sostengono che l’avvicendamento avverrà a novembre”, segnalava Fiavet.

Ad oggi, infatti, il servizio è ancora disponibile sulla piattaforma di CoopCulture e facendo una prova d’acquisto la prima disponibilità per un biglietto al Colosseo è nel periodo 9-17 agosto 2023. Prima non è possibile acquistare biglietti per mancanza di disponibilità. Dopo il 17 agosto, invece, sulla piattaforma non sembra essere più disponibile la vendita di biglietti.

Alla fine di febbraio 2023 il Parco archeologico ha dato il servizio in appalto al Consorzio nazionale servizi, togliendolo a CoopCulture che lo gestiva dal 1997, usufruendo di continue proroghe.

Il Cns avrebbe proposto una nuova piattaforma che dovrebbe rendere più difficile l’acquisto in blocco dei biglietti attraverso i bot, ma il cambio nella gestione è slittato perché altre società che avevano partecipato alla gara hanno fatto ricorso al Tar, che deve ancora pronunciarsi sul caso.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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