Come evitare il caos Ees

Come evitare il caos Ees
02 Luglio 11:23 2026

Piena condivisione del World Travel and Tourism Council (Wttc) delle preoccupazioni già espresse da Iata e Aci Europe circa i disagi derivanti dall’attuazione dell’Ees – Enter/Exit System che nel periodo di picco potrebbe causare dannosi rallentamenti operativi negli aeroporti europei.

Anche le associazioni aeroportuali hanno ribadito le loro perplessità, mentre Ryanair rivolge un appello ai governi: «Rinviate l’Ees a settembre».

WTTC CHIEDE TRE AZIONI CHIAVE

In particolare il Wttc chiede tre azioni chiave per garantire un’implementazione senza intoppi: accelerare l’adozione dell’app Travel to Europe per la pre-registrazione digitale all’Ees, lanciare una campagna di comunicazione coordinata nei principali mercati di provenienza affinché i viaggiatori comprendano chiaramente i nuovi requisiti di frontiera prima della partenza e garantire la piena operatività alle frontiere attraverso personale adeguato, attrezzature affidabili e processi semplificati, anche per coloro che hanno già fornito i dati biometrici e di pre-registrazione.

Per il Wttc il settore dei viaggi e del turismo riconosce fermamente l’importanza di modernizzare i sistemi di controllo delle frontiere e di rafforzare la sicurezza in tutta Europa, ma ribadisce che senza un’adeguata flessibilità, attrezzature affidabili, personale sufficiente e una comunicazione efficace con i viaggiatori, i colli di bottiglia operativi rischiano di compromettere l’esperienza dei visitatori e la competitività globale dell’Europa come destinazione turistica. Se non si interviene, questo problema potrebbe porre l’Europa in una posizione di netto svantaggio rispetto ad altre destinazioni globali che offrono processi di ingresso più rapidi e agevoli.

Per suffragare questo pressing il Wttc ha reso noti i risultati di una ricerca condotta su oltre 2.500 viaggiatori nei principali mercati a lungo e breve raggio verso l’Europa, dalla quale emerge che i tempi di attesa costanti alle frontiere di tre o più ore potrebbero scoraggiare significativamente la domanda, con circa un terzo dei viaggiatori che dichiara di essere meno propenso a visitare l’area Schengen. Applicato alle previsioni per il 2026, ciò potrebbe mettere a rischio fino a 41 milioni di arrivi e 45,4 miliardi di dollari (oltre 40 miliardi di euro) di potenziale spesa turistica in Europa.

Sebbene il settore sostenga i benefici a lungo termine di un quadro di controllo delle frontiere più efficiente e sicuro, l’attuazione deve essere gestita in modo da salvaguardare la libera circolazione dei viaggiatori internazionali e proteggere il valore economico che il settore dei viaggi e del turismo apporta alle comunità di tutta Europa, un settore che nel 2025 ha contribuito con 3 trilioni di dollari all’economia europea e ha sostenuto 40,7 milioni di posti di lavoro, pari alla popolazione complessiva di Svezia, Paesi Bassi e Belgio.

Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc, commenta: «L’Ees rappresenta un passo importante verso frontiere più intelligenti e sicure per l’Europa. Ma l’implementazione deve essere pratica, coordinata e incentrata sui viaggiatori. Se i lunghi ritardi dovessero diventare la norma, i viaggiatori si rivolgeranno altrove. L’Europa non può permettersi di compromettere la sua competitività o l’esperienza che offre a milioni di visitatori. Incoraggiamo i Commissari europei a collaborare strettamente con il settore per garantire che il sistema mantenga la promessa di frontiere migliori senza creare barriere indesiderate ai viaggi».

ASSAEROPORTI E AEROPORTI 2030: SITUAZIONE INSOSTENIBILE  

Sula vicenda Ees hanno espresso preoccupazione anche Assaeroporti e Aeroporti 2030, che appoggiano l’iniziativa promossa da Aci Europe e dalle principali associazioni europee del trasporto aereo, che hanno rivolto un appello alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: si adottino con la massima urgenza misure di flessibilità e, se necessario, di sospensione temporanea dell’attuazione dell’Ees durante i mesi estivi, caratterizzati da elevati livelli di traffico passeggeri.

Gli aeroporti italiani riconoscono il ruolo strategico dell’Ees, ma l’esperienza maturata finora nell’utilizzo del sistema ha confermato le perplessità espresse da tempo dal settore.

«Trovo inconcepibile – ha sottolineato Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti – che per la difesa di un obiettivo legittimo, ma evidentemente oggi impraticabile, non si voglia acconsentire a una richiesta di assoluto buonsenso: quella di poter sospendere temporaneamente per il periodo estivo l’Ees, che sta determinando situazioni oggettivamente ingestibili nella quasi totalità degli aeroporti italiani».

«Gli operatori della filiera – ha fatto notare Borgomeo – condividono pienamente gli obiettivi dell’Ees e il suo ruolo nella modernizzazione dei processi di controllo degli accessi; tuttavia, la Commissione europea deve prendere atto che, così come è disciplinato oggi, il sistema non funziona. Condividiamo e sosteniamo quindi la richiesta di introdurre con la massima urgenza adeguati meccanismi di flessibilità, che consentano di salvaguardare la continuità operativa degli aeroporti durante il periodo di massimo traffico e di evitare che le inefficienze del sistema si traducano in disagi per i passeggeri».

«Accogliamo con grande favore — ha dichiarato Alfonso Celotto, presidente di Aeroporti 2030 – questa iniziativa che richiama con forza l’attenzione sulle criticità operative emerse nell’attuazione dell’Ees. Il nuovo sistema di controlli alle frontiere rischia di penalizzare i passeggeri e danneggiare il sistema aeroportuale italiano, oggi tra i più avanzati e performanti d’Europa in termini di qualità del servizio. È fondamentale che le regole europee tengano conto delle esigenze operative degli scali e dei picchi stagionali di traffico, riconoscendo quanto sia fondamentale tutelare il diritto alla mobilità delle persone. Per questo motivo sosteniamo l’appello rivolto a Bruxelles affinché introduca una maggiore flessibilità nell’applicazione dell’Ees, prevedendo anche la possibilità di sospenderne temporaneamente l’operatività nei mesi estivi di maggiore affluenza».

L’APPELLO DI RYANAIR: RINVIARE L’EES A SETTEMBRE

Rimandare l’Ees a settembre. È l’appello di Ryanair ai governi, ribadendo che l’Ees non è pronto per gestire il picco di viaggi previsto con la fine dell’anno scolastico, mentre milioni di famiglie si preparano a partire in tutta Europa per le vacanze estive.

Per aiutare i clienti a prepararsi a possibili disagi in aeroporto ed evitare che perdano il volo, la low cost informa i passeggeri del possibile aumento delle code ai controlli passaporti per chi viaggia verso destinazioni extra-Schengen e consiglia loro di arrivare in aeroporto con maggiore anticipo.

“Aeroporti come Milano Bergamo, Tenerife Sud, Palma, Alicante, Malaga, Cracovia e Parigi Beauvais – avverte Ryanair – stanno già registrando forti disagi, con ulteriori congestioni previste con l’ingresso nelle settimane più trafficate dell’estate.

L’invito di Ryanair è rivolto anche al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, affinché intervenga e tuteli i consumatori. Tuttavia, nonostante l’impatto che la situazione avrà su passeggeri e famiglie quest’estate, non è arrivata alcuna risposta per affrontare la criticità

È evidente che l’Ees non è ancora pronto a gestire i volumi del picco estivo – sottolinea Neal McMahon, chief operations officer di Ryanair – I passeggeri e le famiglie non dovrebbero essere usati come cavie per un sistema di controllo passaporti approssimativo, che rischia di creare lunghe code, voli persi e stress inutile negli aeroporti quest’estate».

«La soluzione è semplice – ribadisce McMahon – rinviare l’Ees a settembre, come hanno già fatto altri Paesi dell’Ue, tra cui la Grecia».

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