Concessioni balneari, che fine ha fatto il bando-tipo?

Concessioni balneari, che fine ha fatto il bando-tipo?
14 Aprile 08:18 2026

Assordante silenzio intorno al nuovo bando nazionale-tipo che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), presieduto dal vice premier Matteo Salvini, era tenuto a pubblicare entro l’11 aprile scorso.

Ad oggi, trascorsa la scadenza fissata, il governo non lo ha ancora presentato per sbloccare l’assegnazione delle concessioni balneari. Nelle scorse settimane tutte le sigle sindacali dei balneari avevano sollecitato un urgente segnale chiaro e definitivo sulle procedure da seguire per l’assegnazione delle nuove concessioni così come – sempre al Mit – avevano chiesto chiarimenti sul decreto Indennizzi.

Quello del bando-tipo viene infatti considerato un documento cruciale per uniformare le future gare su tutto il territorio italiano. La mancanza di indicazioni ufficiali alimenta preoccupazione tra amministrazioni locali e operatori del settore, che si trovano a pianificare le procedure senza un quadro normativo completo. A destare scoramento è soprattutto il ritardo rispetto alle tempistiche della prossima stagione estiva che solitamente, su quasi tutti i litorali italiani, scatta a fine maggio.

Tra l’altro il termine dell’11 aprile era stato stabilito dal decreto legge del 12 marzo 2026, che imponeva al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di predisporre uno schema di bando-tipo entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma, da condividere con la Conferenza unificata, con l’obiettivo di garantire criteri omogenei e maggiore trasparenza nelle procedure di affidamento delle concessioni.

La funzione principale di questo bando-tipo è quella di definire criteri, struttura e contenuti minimi delle procedure, garantendo condizioni uniformi di partecipazione e riducendo il rischio di contenziosi. In assenza di tale riferimento, molte amministrazioni locali si trovano in una situazione di stallo operativo, con la necessità di programmare le gare ma senza indicazioni condivise su requisiti, punteggi e modalità di valutazione. Ad aumentare il caos amministrativo vi è poi la mossa di alcuni sindaci che, noncuranti dell’assenza di linee guida dettate dal governo, hanno deliberato e pubblicato i propri bandi di gara, col rischio di renderli oggetto di contestazioni e ricorsi.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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