Confcommercio, Sangalli: «È di nuovo allarme rosso nel turismo»

Confcommercio, Sangalli: «È di nuovo allarme rosso nel turismo»
05 Gennaio 11:38 2022 Stampa questo articolo

«Allarme rosso». A lanciarlo dalle colonne del Corriere della Sera è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, sceso in campo in prima persona in difesa del travel stroncato da questa nuova ondata di pandemia. «La recrudescenza del Covid sta colpendo ancora il turismo. Siamo di nuovo in allarme rosso. Il 2021 si chiuderà con dati disastrosi. Rispetto al 2019, si sono perduti almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze in Italia, oltre a 13 milioni di viaggi degli italiani all’estero», ricorda.

«Solo tra Natale, Capodanno ed Epifania – aggiunge – sono state cancellate oltre 5 milioni di partenze programmate dai nostri connazionali. Senza dimenticare, negli ultimi giorni, l’impennata delle disdette negli alberghi e nella ristorazione e la drammatica situazione delle discoteche, che continuano a pagare un prezzo altissimo con la chiusura per decreto».

Per Sangalli, così come per le associazioni del turismo organizzato, le risorse finora messe in campo dal governo «non sono sufficienti. Abbiamo chiesto fino all’ultimo giorno utile la proroga della cassa integrazione riconosciuta alle attività ferme a causa dell’emergenza sanitaria. I provvedimenti – ricorda – sono scaduti il 31 dicembre».

Ora è prevista l’entrata in vigore del nuovo sistema di ammortizzatori sociali previsti dalla legge di bilancio, «ma servirà tempo per chiarire le procedure e le imprese del turismo – che affrontano una nuova situazione emergenziale in cui fioccano le disdette, mentre sono intanto entrati in servizio anche i lavoratori stagionali assunti per le festività – non sono certo in grado di fare fronte agli oneri contributivi dei nuovi. Servirà un provvedimento con efficacia retroattiva dal 1° gennaio e vanno reperite le risorse per un nuovo ciclo di cassa Covid».

Come noto, in ballo, ci sarebbe un nuovo scostamento di bilancio e la proroga della cig, su cui il settore attende la decisione definitiva di Palazzo Chigi.

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