Hic et nunc. Per una volta il travel è costretto a fare i conti con il presente più che pianificare il futuro e, con il conflitto in Medio Oriente che ha mandato all’aria piani già elaborati, anche Civitatis scrive una nuova storia per la Pasqua, declinata sull’asse Atlantico.
Sì, perché è qui che si sposta l’attenzione del viaggiatore e, non a caso, la piattaforma – che promuove prenotazioni di tour e attività – registra incrementi a doppia cifra in Europa e America: con la crisi nel Golfo, eccoli i mercati che si consolidano come i principali poli di crescita.
Per Verónica de Íscar, chief B2B sales officer di Civitatis, il palcoscenico di Bmt Napoli è stata l’occasione per svelarci come si sta muovendo Civitatis, sotto lo sguardo attento della premurosa Sofia Visinoni, Italy communication specialist: «Sì, il 2026 l’avevamo pensato diverso, poi i mutamenti dello scenario mediorientale ci hanno costretto a rivedere tutto. L’idea iniziale era proprio quella di mettere più al centro Dubai, perché per noi è una top destination, così come il Giappone o il Sud-est asiatico».
Il messaggio prioritario che però Civitatis intende trasmettere a viaggiatori e partner locali è «tranquillità – ci tiene a sottolineare Veronica – Stiamo monitorando costantemente la situazione globale e lavoriamo fianco a fianco con le agenzie di viaggi e i tour operator per offrire alternative flessibili. Per il momento quello che facciamo è gestire e accompagnare questo processo di cancellazioni ed eventuali cambi di programma, provando a riformulare l’offerta per l’Europa, che è una destinazione sicura. Oppure per l’America centromeridionale: Buenos Aires e il Messico, tanto per citare un paio di mete. Ma in questo momento, ripeto, dobbiamo aspettare l’evoluzione degli eventi».
Qui termina la disamina attuale e inizia quella del futuro: perché ovviamente c’era già chi aveva prenotato la vacanza in Medio Oriente per l’estate. E ora? «La Spagna può essere un buon cambio di destinazione – risponde Veronica – come la Grecia, le Canarie o i Caraibi. Dobbiamo adattare l’offerta in base alle necessità».
Insomma, in questo momento storico il turismo sembra virare più a ovest, come conferma lo spostamento della domanda verso l’asse atlantico, che pure sottolinea la capacità di adattamento del settore. «D’altronde, dopo la pandemia e la guerra russo-ucraina, siamo molto più preparati a gestire i cambi rispetto al passato», ammicca Veronica.
Golfo a parte, la macchina estiva si era già messa brillantemente in moto. «Da questo punto di vista abbiamo cominciato il 2026 di gran carriera, con risultati molto positivi già a gennaio e, soprattutto, a febbraio, grazie alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La crescita in Italia è stata quasi del 10% in Italia, un upgrade notevole rispetto al 2025, non solo al nord, ma anche a Roma: segno che tanti turisti hanno approfittato dei Giochi per visitare il resto del Paese».
Se Napoli, Roma, Firenze e Venezia guidano la domanda, anche Torino, Milano, Matera e le isole hanno ottimi riscontri. Nel resto d’Europa, invece, Atene, Budapest, Siviglia o Cracovia registrano una forte impennata. Nel Nord America Orlando e Las Vegas superano il 50% di incremento.
Peraltro, quest’anno, potrebbe tornare di moda il last minute. «Allo stato dell’arte – spiega Veronica – saranno in molti a prenotare con poco anticipo, prediligendo in particolare le destinazioni domestiche o europee. In Italia potremmo avere un buon incremento del turismo, a Roma, nell’anno post Giubileo, potremmo addirittura toccare il +30%.
Ottime prospettive, insomma, considerando che dal 2024 al 2025 Civitatis ha fatto registrare una crescita del 55,8% nel mercato italiano. «Il nostro obiettivo è consentire ai visitatori di fare un’esperienza più completa grazie ai nostri servizi. La fascia più alta dei clienti che si rivolge a noi è quella tra i 35 e i 45 anni, segno che la media è piuttosto giovane. E possiamo abbassare ancora di più l’età, puntando alle coppie in luna di miele».
Anima spagnola, ma bussola sul mondo intero. Un fatto è incontestabile: sul regno di Civitatis “non tramonta mai il sole”. E Carlo V era uno che di Spagna (e di mondo) se ne intendeva.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
Guarda altri articoli

