Dl Asset, ok definitivo: così cambia la norma anti caro voli

06 Ottobre 10:07 2023 Stampa questo articolo

Sostanziose correzioni al decreto Asset approvato alla Camera – e dunque licenziato dal Parlamento in via definitiva – riguardo alla delicata vicenda del caro tariffe aeree. Nel testo definitivo, approvato con 155 voti favorevoli, 108 contrari e 2 astenuti, come anticipato nelle scorse settimane, è stato infatti eliminato il passaggio che stabiliva un tetto del +200% rispetto alla media del costo del volo. Di fatto, si tratta di una vittoria delle compagnie aeree low cost, Ryanair in primis, che avevano contestato questo vincolo. E si tratta di una modifica con la quale si evita una possibile contestazione da parte della Commissione Ue che aveva già acceso i riflettori su questa mossa del governo Meloni, prospettando addirittura l’avvio di una procedura d’infrazione.

La norma per contenere vertiginosi aumenti delle tariffe è stata modificata nella sostanza, oltreché nella forma e recita testualmente: “Gli articoli che regolano le intese restrittive della libertà di concorrenza e l’abuso di posizione dominante si applicano anche nel caso in cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’Antitrust, ndr), su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, o d’ufficio, accerti che il coordinamento algoritmico delle tariffe praticate dalle compagnie nel settore aereo faciliti, attui o monitori un’intesa restrittiva della concorrenza, anche preesistente, oppure accerti che il livello dei pressi fissati attraverso un sistema di gestione dei ricavi costituisce abuso di posizione dominante”.

Nel testo approvato alla Camera viene affrontato nel merito anche il delicato scenario delle vendite online della biglietteria aerea con la fissazione del “divieto di utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe basate su attività di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati nelle prenotazioni, quando esso comporti un pregiudizio al comportamento economico dell’utente”.

Un’altra novità che rafforza la misura riguarda l’obbligo per i gestori aeroportuali di pubblicare i sussidi ricevuti dalle compagnie aeree, al fine di garantire maggiore trasparenza e quindi maggiore tutela per i consumatori. Vengono poi fissate dalle amministrazioni competenti le tariffe massime praticabili dai vettori destinatari di oneri di servizio pubblico qualora ci sia il rischio di un sensibile rialzo dei biglietti aerei. Il livello massimo tariffario dovrà essere indicato nel bando di gara, quale requisito oggettivo dell’offerta.

LE REAZIONI

«L’approvazione definitiva in Parlamento del decreto Asset porta con sé misure importanti, per quanto non risolutive, sul caro voli e sugli abusi delle compagnie aeree low cost», commenta Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

«Si tratta, dunque – prosegue – di un provvedimento che salutiamo con favore perché rappresenta un primo passo verso una governance del trasporto aereo in Italia che garantisca un modello di offerta più equo e trasparente, sulla stessa linea dell’attuale discussione europea che riguarda la possibilità di includere il bagaglio nel prezzo del biglietto», ipotesi sposata nelle scorse dall’Eurocamera.

«Circa le limitazioni alle tariffe contiamo in un efficace utilizzo dei nuovi poteri affidati ai regolatori del mercato, Antitrust in testa. E accogliamo con soddisfazione – conclude Gattinoni – il principio della pubblicità dei contributi elargiti ai vettori dalle società di gestione degli aeroporti: un fattore che consentirà magari ad altre compagnie di accedere alle stesse condizioni. Auspichiamo inoltre che soprattutto alcune low cost garantiscano finalmente un efficiente servizio di assistenza e riprotezione dei passeggeri, in ossequio al regolamento 261 che oggi non sempre viene rispettato. Ma ancor più ci auguriamo che si evitino le storture legate ad algoritmi che violano la privacy dei cittadini e che possano finalmente cessare quelle pratiche ostruzionistiche che hanno contribuito a bloccare il lavoro di agenzie di viaggi e tour operator, penalizzando le ampie fasce di popolazione che, per diverse ragioni, non hanno dimestichezza con le prenotazioni online».

Pienamente soddisfatta, invece, la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che riassume così il suo pensiero: «Con il dl Asset il governo Meloni ha raccolto una sfida che nessun precedente esecutivo ha mai voluto affrontare, il tema dei taxi e del trasporto aereo, poi, sono essenziali per il comparto del turismo. Quello licenziato è un testo frutto dell’ascolto delle esigenze di tutti i comparti coinvolti e che tutela i cittadini con il consueto pragmatismo di questo governo».

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Andrea Lovelock
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